ADELAIDE - Un risultato elettorale che ha dell’incredibile sta emergendo dal South Australia, dove il sistema di voto preferenziale ha prodotto uno degli esiti più sorprendenti degli ultimi anni. A sottolinearlo è stato il veterano analista elettorale della ABC, Antony Green, che ha definito quanto accaduto nel collegio costiero di Finniss come un caso straordinario.
Protagonista della vicenda è la candidata indipendente Lou Nicholson, che, contro ogni previsione, sembra aver conquistato il seggio pur partendo da una posizione iniziale di netto svantaggio: quarta nei voti di prima preferenza. Un dato che, in un sistema elettorale tradizionale, avrebbe segnato la sua esclusione quasi immediata.
E invece, grazie al meccanismo delle preferenze, la sua rimonta si è progressivamente concretizzata fino al sorpasso decisivo. “È sorprendente passare dal quarto posto alla vittoria con il voto preferenziale”, ha osservato Green, evidenziando l’eccezionalità di un risultato maturato non tanto sui consensi diretti, quanto sulla redistribuzione delle preferenze degli elettori. Il caso di Finniss dimostra in modo emblematico quanto il sistema australiano possa ribaltare le gerarchie iniziali.
Durante lo scrutinio, Nicholson ha dovuto prima resistere alle eliminazioni dei candidati meno votati, per poi superare, uno dopo l’altro, avversari meglio piazzati. Un percorso complesso, culminato nel sorpasso del candidato laburista e, infine, di quello di One Nation, fino all’accesso al conteggio finale.
Proprio il ruolo delle preferenze si è rivelato determinante. In particolare, i voti del partito One Nation, guidato da Pauline Hanson, hanno avuto un peso cruciale nel determinare l’esito finale. Prima del voto, non era affatto scontato come si sarebbero distribuite queste preferenze, rendendo l’esito ancora più incerto.
Secondo le analisi di Green, è stato proprio il flusso favorevole di queste preferenze a spingere Nicholson verso la vittoria. Un paradosso politico, se si considera che One Nation era stato indicato alla vigilia come uno dei possibili protagonisti della competizione, con ambizioni di trasformare la crescita nei consensi in seggi concreti.
A Finniss, tuttavia, il partito si è ritrovato a giocare un ruolo diverso: non vincitore, ma ago della bilancia. I suoi elettori, attraverso le seconde scelte, hanno finito per determinare un risultato inatteso, contribuendo in modo decisivo al successo di una candidata indipendente. Il caso si inserisce in un quadro politico più ampio caratterizzato da crescente frammentazione.
Se da un lato il Labor ha ottenuto una vittoria netta a livello statale, dall’altro il fronte non laburista appare sempre più diviso tra liberali, One Nation e una galassia di candidati indipendenti. Una dispersione di consensi che, come dimostra Finniss, può aprire la strada a esiti imprevedibili.
Nel complesso, il partito di Pauline Hanson, One Nation, ha ottenuto sei seggi in South Australia, tre nella Camera dell’assemblea e tre nel Consiglio legislativo, segnando i primi seggi nella Camera bassa al di fuori del Queensland e raggiungendo il 22,8% dei voti primari. L’ABC ha assegnato a One Nation il seggio di MacKillop, precedentemente uno dei più sicuri per il Partito liberale.