CANBERRA - L’Australia si trova oggi di fronte a una trasformazione significativa del panorama criminale, con dinamiche sempre più differenziate tra Stati e Territori. I dati più recenti relativi al 2024–2025 delineano un quadro complesso: mentre alcune aree registrano un contenimento dei reati violenti, altre sono alle prese con un’impennata dei crimini contro il patrimonio, in particolare furti soprattutto di veicoli.

Uno dei casi più emblematici è quello del Victoria, che ha raggiunto uno dei tassi di criminalità più elevati del Paese, con 8.999 reati ogni 100.000 residenti nel 2025. Nell’anno terminato a giugno, lo Stato ha registrato 483.583 episodi criminali, segnando un aumento del 13,8%. A trainare questa crescita è soprattutto il boom dei furti, inclusi quelli di auto e all’interno dei veicoli.

Nonostante ciò, gli omicidi restano relativamente stabili e Melbourne ha toccato nel 2025 il livello più basso degli ultimi 10 anni per questo tipo di reato.

Il confronto con il New South Wales mostra un quadro diverso. Qui, pur con 197.902 procedimenti penali registrati, il tasso di criminalità complessivo rimane più contenuto rispetto ad altri Stati. I reati più diffusi riguardano le aggressioni (36%), l’evasione del pagamento dei trasporti (17%) e i reati legati alle droghe (9%). Interessante anche il dato demografico: quasi tre quarti degli autori di reato sono uomini, con un tasso più che triplo rispetto alle donne.

Il Queensland, con 146.690 procedimenti, continua invece a fronteggiare criticità legate alla criminalità giovanile e al furto di veicoli. Sebbene il numero complessivo di autori di reato sia leggermente diminuito, restano alte le preoccupazioni per l’impatto sociale di questi fenomeni. Anche il Northern Territory evidenzia livelli particolarmente elevati di criminalità domestica e personale, con i tassi più alti del Paese per tentativi di effrazione.

A livello nazionale, nel 2024–2025 si contano 344.620 persone coinvolte in procedimenti di Polizia, con un incremento dell’1% rispetto all’anno precedente. Preoccupa in particolare l’aumento dell’8% dei reati legati alla violenza domestica, che hanno raggiunto quota 97.800. In controtendenza, invece, i reati giovanili sono diminuiti del 5%, attestandosi a 44.583 casi.

Il quadro che emerge è quello di un Paese in cui la criminalità non cresce in modo uniforme, ma si redistribuisce seguendo fattori economici, sociali e demografici. Se da un lato alcune aree mostrano segnali di contenimento, dall’altro l’aumento dei reati predatori solleva interrogativi sulla sicurezza urbana e sulla capacità delle istituzioni di rispondere a nuove forme di illegalità.