È ormai considerata la “Bibbia della ristorazione”. Dopo una sofferta pausa di tre anni, la The Age Good Food Guide ha ripreso a riconoscere, con cappelli e punteggi, il talento e le visioni dei migliori chef del Victoria.

La cerimonia di premiazione, supportata dal partner di lunga data Vittoria Coffee e dalla nuova collaborazione con Oceania Cruises, si è tenuta al The W Hotel a Melbourne, lo scorso 14 novembre, alla presenza di più di trecento esperti della cucina locale.

Oltre ai cappelli destinati ai migliori ristoranti dell’area metropolitana e della zona regionale dello Stato, quest’anno sono stati evidenziati, e premiati con dei ‘cuori’, anche alcuni luoghi di ritrovo di eccellenza, considerati “imperdibili”.

Riconfermati, quindi, i cappelli di alcune delle istituzioni della gastronomia italiana locale – Il Bacaro, Caterina’s Cucina e Bar, Tipo 00 e Osteria Ilaria, Di Stasio, Matteo’s e Stefano’s a Mildura –, e a fare il suo ingresso nell’Olimpo del prestigio culinario d’Australia, con un cappello e un punteggio di 15,5, c’è da quest’anno anche Lagotto a Fitzroy North, gestito dall’head chef parmigiano, Matteo Fulchiati.

Influenzato dalla convivialità europea e immerso in uno spazio accogliente dal design moderno, Lagotto è la migliore espressione di una cucina d’ispirazione italiana dal tocco fusion.

Difficile ignorare i suggestivi fasci di luce e ombra proiettati dalle veneziane socchiuse nel tardo pomeriggio, il marmo bianco che domina la sala principale e il lungo bancone, o ancora il pavimento intarsiato di piastrelle geometriche terrazzo rosa. Ma non solo l’estetica del ristorante, The Age Good Food Guida ha certamente apprezzato l’alta qualità di piatti sempre differenti: dalla classica focaccia italiana, agli spaghettoni al limone con bottarga, molluschi e pangrattato, fino alla carbonara con gli asparagi bianchi e la cotoletta di pesce spada.

“Siamo stati invitati alla cerimonia ufficiale, quindi speravamo in un qualche riconoscimento, ma certamente non ci aspettavamo un risultato del genere – ha dichiarato Fulchiati –. Anche il punteggio ci ha emozionati: quello 0,5 in più, rispetto a tanti altri ristoranti, ci gratifica”.

Due anni di duro lavoro e profondi sacrifici per cambiare l’offerta culinaria e trasformare un ex cafe australiano in un fine ristorante dal menu esclusivo.

“Le esperienze pregresse, nella scena gastronomica locale, mi hanno dato le basi e le capacità per gestire la cucina in autonomia, per essere in grado di ideare piatti che non fossero necessariamente legati alla tradizione italiana. Credo sia stato questo il nostro segreto; ci ha dato un valore aggiunto”, ha continuato l’head chef.

Le tante collaborazioni gastronimiche – dallo chef giapponese Atsushi Kawakami di Future Future a Richmond ad Andreas Papadakis di Tipo 00 –, un menu della domenica che cambia ogni settimana: ogni aspetto è stato pensato per dar vita a un ristorante innovativo.

“Questo cappello è dedicato anche alla proprietaria Katie McCormack, recentemente scomparsa. Ha creduto molto nel progetto e non ci è mai mancato il suo supporto – ha aggiunto Fulchiati, visibilmente commosso –. Siamo sicuri che questo riconoscimento ci darà grande visibilità, e forse faciliterà anche il processo di recruiting, in un momento storico in cui tutti i ristoranti soffrono la mancanza di manodopera. Ma la nostra direzione resterà la stessa, questo è solo un punto d’inizio. Starà a noi fare del nostro meglio per mantenere alti gli standard”.