CANBERRA – Il primo ministro Anthony Albanese si è detto “sbalordito” dalla decisione della Coalizione di opporsi al disegno di legge del governo contro l’antisemitismo e l’incitamento all’odio, dopo settimane in cui l’opposizione aveva chiesto a gran voce la convocazione anticipata del Parlamento e l’approvazione urgente di nuove norme in risposta all’attacco terroristico di Bondi del 14 dicembre.

La brusca inversione di rotta dei liberali e dei nazionali ha aperto un nuovo fronte di scontro politico, con accuse incrociate di ipocrisia, leggi “raffazzonate” e minacce alla libertà di espressione.

Il pacchetto legislativo, che sarà discusso lunedì e martedì in una sessione straordinaria del Parlamento, prevede una serie di misure, tra cui un inasprimento delle pene per i reati di incitamento all’odio, una stretta contro i cosiddetti “predicatori d’odio”, la criminalizzazione dell’appartenenza o del sostegno a organizzazioni estremiste, poteri più ampi in materia di visti e immigrazione e l’istituzione di un programma nazionale di riacquisto delle armi. Per essere approvato, il governo laburista ha bisogno del sostegno della Coalizione o, in alternativa, dei verdi.

Intervenendo presso ABC radio, Albanese ha attaccato duramente la posizione dell’opposizione, ricordando le richieste pressanti avanzate nei giorni immediatamente successivi all’attacco. “Questo è francamente piuttosto sbalorditivo. La Coalizione giorno dopo giorno ha chiesto molto chiaramente che il Parlamento venisse richiamato”, ha detto, facendo riferimento alle dichiarazioni della leader liberale Sussan Ley, che all’epoca sosteneva che le leggi “dovevano essere approvate” al più presto. 

Anche il ministro degli Affari interni Tony Burke ha accusato l’opposizione di incoerenza. “Se l’opposizione si opporrà esattamente al tipo di legislazione che ha chiesto a gran voce, allora l’ipocrisia di ciò che ha sostenuto nelle ultime quattro settimane sarà del tutto manifesta”, ha detto al programma Sunrise. Burke ha insistito sul fatto che l’obiettivo del governo è prevenire nuovi attacchi. “Vogliamo fare tutto il possibile per assicurarci che qualcosa del genere non accada di nuovo. Combattiamo il bigottismo, affrontiamo le leggi sulle armi, assicuriamoci di agire. Continuo a sperare che prevalga il buon senso”.

Dal canto suo, Sussan Ley ha espresso “preoccupazioni estremamente serie” riguardo al disegno di legge. In una conferenza stampa, ha dichiarato: “La legislazione non affronta i veri problemi che hanno portato all’attacco di Bondi. Non affronta l’estremismo islamico.

Non affronta l’influenza dell’Isis, e non affronta l’aumento dell’antisemitismo e la minaccia terroristica associata ad esso in Australia”.
Ley ha definito il pacchetto “praticamente irrecuperabile” e ha chiesto al governo di adottare le modifiche proposte dall’opposizione. “Da quello che abbiamo visto finora, non sembra che sia salvabile, così com’è. La proposta del governo è raffazzonata, e gli australiani meritano di meglio”, ha detto.

In un’altra dichiarazione ha aggiunto: “Ci sono più di 500 pagine di legislazione, e il termine islam radicale non viene menzionato nemmeno una volta. Se il Primo ministro non riesce a nominare il problema, non può sperare di affrontarlo”.

Uno dei punti più controversi riguarda la previsione di una difesa legale per chi cita direttamente testi religiosi a fini di insegnamento o discussione nell’ambito dei nuovi reati di incitamento all’odio. Secondo il governo, la norma serve a colmare l’assenza, a livello federale, di un esplicito diritto costituzionale alla libertà di espressione religiosa. Ma Ley l’ha definita “una guida per i predicatori d’odio, che dice loro esattamente cosa devono fare per continuare a promuovere l’odio razziale”.

Interrogata sulle implicazioni costituzionali di una norma più restrittiva, la leader liberale ha rincarato la dose: “Il governo ha presentato un disegno di legge con una scappatoia pianificata con cura in favore dei predicatori d’odio. Credo che ci siano modi per aggirarla”.
Il deputato liberale Tim Wilson ha messo in guardia contro i rischi di un’eccessiva estensione dei reati di odio. “Abbiamo bisogno di coraggio e leadership per fare bene la legge, perché la libertà raramente viene recuperata una volta persa”, ha detto.

Il collega Andrew Hastie è stato ancora più netto: “Questo disegno di legge è un attacco alle nostre libertà democratiche fondamentali”. Anche altri parlamentari della destra liberale, come Garth Hamilton e Ben Small, hanno espresso pubblicamente preoccupazioni simili. I nazionali, dal canto loro, si oppongono in particolare alle riforme sul controllo delle armi.

“Questo pacchetto viene fatto passare in fretta come un disegno di legge omnibus, e ci si aspetta che votiamo e apportiamo modifiche in soli due giorni. Non è un tempo sufficiente”, ha detto il deputato ed ex leader dei Nationals Michael McCormack, aggiungendo: “Quello che stiamo vedendo, in centinaia di pagine di legislazione, sono cambiamenti di ampia portata a quella che molti direbbero essere la libertà di espressione di cui abbiamo goduto per moltissimi anni”.

Albanese ha respinto le accuse di avere affrettato il procedimento legislativo, sottolineando di aver incontrato più volte sia Ley sia la leader dei verdi Larissa Waters e di essere aperto a emendamenti. “Trovo semplicemente sorprendente che persone che sostenevano che fosse assolutamente urgente – è stato per giorni e giorni sulle prime pagine dei giornali – ora dicano: ‘Oh no, in realtà non è poi così urgente’”.

E ha criticato le proposte di rinviare tutto a dopo la conclusione della Commissione reale sull’antisemitismo: “Ho visto un commento di Andrew Hastie che diceva che si potrebbe aspettare fino a dopo le conclusioni della Commissione, quindi spingere tutto al 2027 prima di fare qualcosa”.

Il disegno di legge prevede anche pene fino a 15 anni di carcere per l’appartenenza o il sostegno a organizzazioni estremiste. In risposta, il gruppo neonazista National Socialist Network ha annunciato il proprio scioglimento. Burke ha commentato: “I nazisti stanno facendo un passo indietro significativo. Questo non significa che l’odio in queste persone scompaia, ma rende sempre più difficile per loro organizzarsi”.

Un altro gruppo nel mirino delle nuove norme, l’organizzazione islamista Hizb ut-Tahrir, ha reagito dichiarando all’ABC che “non può essere bandita” e che non è “violenta né incita all’odio”.

Sul fronte della società civile, non mancano le critiche al pacchetto governativo. La Media, Entertainment and Arts Alliance, il sindacato che rappresenta giornalisti e creativi, ha invitato il Parlamento a respingere il disegno di legge, sostenendo che “mina i principi fondamentali della libertà di stampa e della libertà di espressione artistica”. Anche alcuni leader musulmani, gruppi per i diritti umani e una parte della comunità ebraica hanno espresso preoccupazioni, in particolare sulla portata del nuovo reato di incitamento all’odio e sull’eccezione per i testi religiosi.

Peter Wertheim, co-direttore esecutivo dell’Executive Council of Australian Jewry, ha definito qualsiasi deroga per i testi religiosi “totalmente mal concepita e superata” e ha chiesto al governo di “eliminarla”.

Nonostante le resistenze della Coalizione, il governo potrebbe tentare di raggiungere un accordo con i verdi per far passare il disegno di legge. I verdi non hanno ancora assunto una posizione formale, ma hanno espresso lo loro disponibilità a discuterne.