CANBERRA - Le riforme su hate speech e armi da fuoco sono destinate ad approdare in Parlamento con una rapidità quasi senza precedenti, dopo una serie di trattative serrate e riunioni notturne tra i maggior partiti.
Il governo laburista conta di farle approvare già oggi, a poche settimane dalla strage di Bondi Beach, tragedia che ha riacceso il dibattito su sicurezza, estremismo e controllo delle armi.
Il pacchetto legislativo prevede misure per contrastare i gruppi che promuovono odio religioso, rafforzare i controlli sui titolari di armi da fuoco e istituire un programma nazionale di riacquisto delle armi. In origine, il governo aveva tentato di far passare le riforme in un unico disegno di legge, ma le forti resistenze della Coalizione e dei Verdi hanno costretto a dividere il testo in due provvedimenti separati.
Dopo un confronto diretto tra il primo ministro Anthony Albanese e la leader dell’opposizione Sussan Ley, i Liberali hanno tenuto ieri sera una riunione per definire la linea ufficiale, in vista dell’incontro con i Nazionali. Fonti parlamentari riferiscono che la Coalizione ha ottenuto una serie di modifiche tecniche accolte dal governo, aprendo la strada a un possibile sostegno almeno parziale.
Tra gli emendamenti concordati figurano una definizione più stringente di predicatori e leader religiosi, l’introduzione di revisioni obbligatorie biennali delle nuove norme e l’obbligo di consultare il leader dell’opposizione prima di inserire un’organizzazione nella lista dei gruppi estremisti. Non sono state però risolte le perplessità dei Nazionali, che temono effetti indesiderati sulla libertà di parola.
I Verdi hanno già chiarito che non sosterranno la legge sull’hate speech, ritenendo che possa colpire anche il dissenso politico e le proteste. Questo loro posizionamento rende la Coalizione l’unico interlocutore possibile per il governo al Senato. Pur essendo stata eliminata la parte più controversa sulle offese basate sulla razza, il testo consentirebbe comunque di vietare gruppi che promuovono odio, come organizzazioni neonaziste o movimenti islamisti radicali, e di revocare o negare visti a persone con posizioni estremiste.
Il portavoce dell’opposizione per gli Interni, Jonathon Duniam, ha riconosciuto che alcune disposizioni vanno nella direzione giusta. “C’è spazio per rafforzare la capacità di intervenire contro questi gruppi”, ha detto, pur sottolineando che non si tratta dell’unica risposta necessaria.
Anche il leader dei Nazionali David Littleproud ha espresso un sostegno selettivo, in particolare alle norme che permettono di cancellare i visti ai predicatori estremisti, ma ha ribadito che i negoziati sono ancora aperti. Albanese, dal canto suo, ha avvertito che questa settimana rappresenta un passaggio decisivo. Se il Parlamento non approverà le riforme ora, ha detto, il governo non tornerà a riproporle.