ADELAIDE – L’attesa era elevata, sin dal momento in cui Jovanotti ha annunciato il suo mini-tour australiano la comunità italiana è entrata in fibrillazione. Sono tanti, infatti, quelli che amano la sua musica e che, con la sua musica, sono cresciuti negli anni di vita in Italia.
Le occasioni per poter assistere ai suoi concerti, purtroppo, sono state limitate a due appuntamenti, uno al Lyric Theatre di Brisbane e l’altro nell’ambito dell’importante festival di ‘World music’, il Womadelaide.
Dopo il tutto esaurito nella capitale del Queensland, giovedì scorso 5 marzo, Jovanotti è volato in direzione South Australia dove, poco meno di 24 ore dopo, è salito sul ‘Foundation stage’ del Womadelaide davanti al quale si sono assiepate un paio di migliaia di persone.
Classici cori delle sue canzoni più famose nell’attesa dell’inizio, striscioni, l’immancabile bandiera sarda dei ‘Quattro Mori’ e tanta bella energia che ha ricordato molto le atmosfere dei concerti in Italia.
Abbiamo incontrato Lorenzo Jovanotti dietro le quinte, qualche minuto prima che salisse sul palco, l’emozione e la tensione era palpabile, così come era molto forte la gioia per il concerto di Brisbane: “Ieri mi è sembrato di essere a casa, era come se fosse un mio concerto in Italia, sapevano tutte le mie canzoni”.
Un breve commento sull’Australia, in generale, partendo da un’idea che, nella sua mente, è legata anche a uno dei film più iconici che ha parlato di Australia in Italia all’inizio degli anni ‘70, ‘Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata’ con Alberto Sordi e Claudia Cardinale.
“Siamo cresciuti conoscendo l’Australia raccontata in quel film meraviglioso che penso di aver visto almeno dieci volte. Le storie di questi italiani un po’ maltrattati, di questa difficoltà. Mi sembra - ha aggiunto Jovanotti - che in Italia non abbiamo avuto un aggiornamento nella conoscenza di questo Paese. E quindi è stato molto bello e sorprendentemente positivo venire qui, ho trovato un Paese che immaginavo moderno, ma non così, mi sembra che sia davvero molto giovane. Tutti gentili, le città meravigliose, la costa è stupenda e il mare è davvero pazzesco. Spero davvero di riuscire a tornarci presto”.
Un augurio che suona anche come una promessa per i suoi tanti fan: “Spero di tornare a suonare ancora in Australia, credo anche che per me sia un bel posto per venire a a sviluppare proprio la mia attività dal vivo. Perché c’è una grande comunità italiana, però anche gli australiani che non parlano italiano comunque io li riesco a far divertire”.
Prima di salutarci per andarsi a preparare, una breve anticipazione di quello che sarebbe successo da lì a poco sul palco del Womad di Adelaide, “[La scaletta] sarà impostata sull’aspetto ritmico, su canzoni piene di funky, di rock, questa è una festa dove la gente ha voglia di ballare. Quindi ho tolto un po’ le mie ballate, le canzoni più romantiche. Stasera si balla e basta”.
E infatti così è stato, la scaletta composta dai brani più noti e più movimentati del suo repertorio, quelli più rock, quelli più funky con la band che l’ha accompagnato dall’Italia, il sempre fidato bassista Saturnino, Adriano Viterbini alla chitarra, Carmine B-Dog Landolfi alla batteria, e le due aggiunte australiane, Mirko Guerrini alle tastiere e Alastair Kerr alle percussioni.
‘Bella’ ‘Serenata Rap’, ‘Un raggio di sole’, ‘Tanto’, ‘Safari’, ‘Oceanica’, ‘Yalla yalla’ e tante altre che il pubblico ha cantato a squarciagola per tutto il concerto e poi un omaggio a questo mini-tour con ‘Down under’ dei Men at Work e uno alla tradizione della musica melodica italiana con un accenno a ‘L’italiano’ di Toto Cutugno,
Jovanotti ha fatto ballare e cantare con la sua solita grinta ed energia. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, trasformando la serata in una vera festa tra italiani e australiani. Jovanotti ha concluso questa sua prima esperienza live in Australia con la promessa di tornare il prossimo anno.
Parole che per la comunità italiana e per i suoi appassionati fan australiani suonano già come un appuntamento per il futuro.