Cosa hanno in comune Kagoshima, Napoli e Perth? A prima vista, una manciata di coordinate geografiche e poco più. Eppure, basta soffermarsi sui rispettivi paesaggi per scoprire un filo rosso che attraversa mari e continenti. A Kagoshima, nel sud del Giappone, il vulcano Sakurajima domina la baia, riflettendosi nelle acque mentre, in lontananza, il suo respiro incandescente ricorda che la terra, da queste parti, non è mai del tutto quieta.
Lungo il litorale si susseguono palme imponenti, strade assolate, edifici dai colori vivaci e un clima mite che accompagna la vita all’aperto. E poi ci sono gli abitanti: forse inizialmente riservati, ma curiosi, calorosi e desiderosi di conoscere chi arriva da lontano.
Soprattutto, c’è una passione che non conosce confini: quella per la buona tavola, le tradizioni locali e i sapori che raccontano l’identità di un territorio. Un ritratto che, con le dovute differenze, richiama da vicino Napoli, città adagiata ai piedi del Vesuvio, dove il vulcano, il mare e una cucina diventata patrimonio culturale convivono da sempre nel medesimo immaginario. Non è un caso che le due città siano gemellate da oltre sessant’anni. E se a unirle sono stati inizialmente paesaggi e affinità, oggi l’ambizione è trasformare quel legame storico in qualcosa di più vivo e partecipato.
L’idea porta la firma di Masaru Aniya, ex diplomatico giapponese che, dopo quarant’anni di carriera al ministero degli Affari Esteri, nel 2024 ha fatto ritorno nella sua città natale. Una volta rientrato a Kagoshima, ha cominciato a interrogarsi su come ravvivare una relazione internazionale che, a suo giudizio, aveva ancora molto da offrire, soprattutto sul piano degli scambi tra cittadini. Da qui la nascita, nel 2025, del Twin City Cafe, un’iniziativa online pensata per avvicinare le comunità delle città gemellate, abbattendo le distanze attraverso conversazioni, attività condivise e curiosità reciproche.
“Durante la mia carriera ho organizzato diverse iniziative per favorire gli scambi tra le persone e ho potuto constatare personalmente quanto siano preziose”, racconta Aniya. L’obiettivo, spiega, non era limitarsi a organizzare incontri per esercitarsi con l’inglese, ma creare un vero e proprio spazio di confronto sulla vita quotidiana, le abitudini, le passioni e le tradizioni locali. Un forum aperto, insomma, in cui i cittadini potessero diventare protagonisti del gemellaggio, anziché limitarsi a celebrarlo sulla carta.
Il percorso non è stato privo di ostacoli. L’idea originaria richiedeva un coordinamento articolato con interlocutori napoletani e, nonostante mesi di contatti, non è stato facile trovare una visione comune. Aniya ha quindi scelto di partire da un progetto più circoscritto, con l’intento di costruire gradualmente una rete di partecipanti.
Una scommessa che, almeno all’esordio, ha dato i suoi frutti: il primo appuntamento, il 4 luglio 2025, ha riunito online 49 cittadini delle due città.
L’incontro ha permesso ai partecipanti di presentarsi, condividere video e rispondere a domande sulle rispettive comunità, dai prodotti tipici alle specialità gastronomiche, passando per ciò che rende ciascun luogo motivo d’orgoglio per i suoi abitanti. Un primo assaggio, più che un punto d’arrivo, di quello che potrebbe diventare un dialogo continuativo.
Il secondo appuntamento, il 5 settembre, ha aggiunto un ingrediente particolarmente promettente: la cucina. “Una dimostrazione dedicata alla preparazione di un piatto con melanzane e salsa di pomodoro ha offerto lo spunto per parlare di ricette, ingredienti e usanze” racconta Masaru.
Del resto, se c’è un linguaggio capace di mettere tutti d’accordo, è proprio quello del cibo. Napoli custodisce una tradizione gastronomica celebrata in tutto il mondo; Kagoshima, dal canto suo, vanta specialità e prodotti locali che meritano di essere raccontati oltre i confini nazionali.
“Le persone di Kagoshima possono sembrare timide a prima vista, ma sono sinceramente interessate a entrare in contatto con chi proviene da altri Paesi. Se viene offerta loro l’occasione giusta, sono pronte a partecipare con entusiasmo”, osserva l’ex diplomatico. È proprio questa convinzione a sostenere il progetto: creare occasioni accessibili, capaci di coinvolgere anche chi, pur incuriosito da altre culture, difficilmente avrebbe l’opportunità di incontrarle da vicino.
All’orizzonte si profila intanto un’altra possibile tappa: Perth, città australiana legata a Kagoshima da un rapporto di gemellaggio avviato nel 1974 su iniziativa australiana. “Qui il terreno potrebbe rivelarsi fertile, anche grazie agli scambi studenteschi e alla presenza di una comunità italiana numerosa”. L’idea è ancora in fase embrionale, ma Aniya immagina di cominciare con piccoli gruppi, per poi allargare progressivamente la partecipazione. Una pagina web e i canali social potrebbero diventare il punto di raccolta delle proposte, dalle lezioni di cucina alle iniziative fotografiche, fino a concorsi di racconti e video dedicati alle città coinvolte.
Per ora, il progetto resta online. Ma la prospettiva, almeno nelle intenzioni del suo ideatore, è che gli incontri virtuali possano gettare le basi per iniziative comuni e, un giorno, per nuove occasioni di conoscersi di persona. Con la speranza che, da una conversazione, possa nascere un’amicizia e che da un’amicizia prendano forma nuovi progetti. “Dobbiamo cominciare dalle piccole cose”, conclude Aniya, fiducioso nell’effetto moltiplicatore del passaparola: “Chi partecipa a un incontro ne parlerà ai propri amici, e così altre persone si uniranno. È così che possiamo dare nuovo slancio ai nostri scambi”.