CANBERRA - Sussan Ley si dimetterà dal Parlamento federale dopo essere stata estromessa dalla leadership del Partito liberale, diventando la prima donna a guidare il partito e anche una delle leader dalla più breve durata della sua storia.
La deputata ha perso il voto interno per la leadership contro Angus Taylor con un netto 34 a 17, appena nove mesi dopo aver assunto l’incarico.
Parlando ai giornalisti a Canberra, Ley ha mantenuto un tono composto ma non privo di frecciate, sottolineando come la nuova leadership abbia ora bisogno di “aria pulita”, un riferimento implicito alle manovre interne che, a suo dire, hanno minato la sua autorità fin dall’inizio. Ha annunciato che rassegnerà formalmente le dimissioni dal Parlamento nelle prossime settimane, dopo 25 anni di carriera politica, aprendo la strada a un’elezione suppletiva nel seggio regionale di Farrer, nel New South Wales.
Ley ha dichiarato di non nutrire rancori personali e ha augurato successo al suo successore. “So che Angus Taylor ha esperienza, energia e determinazione”, ha detto, aggiungendo che continuerà a sostenere il partito nella battaglia contro quello che ha definito “questo pessimo governo laburista”. È entrata e uscita dalla riunione del partito indossando un completo bianco in stile suffragetta, affiancata dai sostenitori dell’ala moderata.
Con una permanenza inferiore all’anno, Ley diventa la seconda leader dalla permanenza più breve nella storia dei Liberali, superando Alexander Downer di appena 24 giorni. Il cambio al vertice ha riguardato anche la vice leadership: la senatrice del Victoria Jane Hume ha sconfitto Ted O’Brien in una competizione articolata, che ha visto in corsa anche Dan Tehan e Melissa Price. Hume ha prevalso al ballottaggio finale con 30 voti contro 20, dopo aver guidato anche al primo turno.
Taylor ha promesso una nuova direzione per il partito, reduce da sondaggi ai minimi storici e dal sorpasso di One Nation sul fronte del voto primario. Tuttavia, la sua ascesa ha già attirato critiche, soprattutto per aver deposto la prima leader donna senza concederle, secondo i suoi sostenitori, tempo sufficiente per rilanciare il partito.
Il Partito laburista ha reagito immediatamente, diffondendo annunci mirati contro Taylor pochi minuti dopo la fine della riunione. Il ministro del Tesoro Jim Chalmers non ha perso l’occasione per attaccarlo frontalmente, mettendo in dubbio la sua credibilità economica e ricordando il ruolo svolto da Taylor e da Jane Hume nella disastrosa campagna elettorale del 2025.