FOGGIA - Avrebbe prima stordito la moglie con due colpi al capo e poi avrebbe dato fuoco all’auto sulla quale si trovava la donna, ancora viva. Per allontanare da sé ogni sospetto, avrebbe inscenato un incidente facendo finire la Fiat 500 che guidava contro un albero. 

Il castello di bugie, errori ed omissioni, secondo l’accusa, è crollato davanti ad accertamenti investigativi, autopsia, immagini delle telecamere di sorveglianza e testimonianze raccolte dalla Polizia che ha arrestato Ciro Caliendo, 48 anni, imprenditore vitivinicolo con ambizioni politiche. All’ultima tornata elettorale era stato candidato come consigliere comunale nella lista ‘Con San Severo’ a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra. Nessuno dei due era stato eletto. Caliendo ora è in carcere per l’omicidio premeditato della moglie, la 47enne Lucia Salcone dalla quale ha avuto due figli. 

Un matrimonio durato circa 20 anni a cui l’uomo voleva mettere fine per vivere con un’altra donna. Ed è proprio l’intreccio tra la voglia di cambiare vita unita alle difficoltà economiche del momento il possibile movente del delitto. 

Nelle 89 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, gli inquirenti ricostruiscono il film di quanto accadde il 27 settembre del 2024, la sera del delitto, quando la coppia uscì a cena con degli amici. Prima della fine della serata, i due decisero di andar via per passare a controllare i propri terreni. La coppia fece tappa presso la propria abitazione dove, secondo l’accusa, Caliendo prese una bottiglia contenente benzina, poi salì sull’auto e, in una zona desolata, inscenò l’incidente stradale finendo contro un albero ad una velocità in realtà bassissima (non più di 10 km/h) e incompatibile con l’incendio del mezzo.