BEIRUT - Mentre il mondo saluta con speranza la tregua tra Stati Uniti e Iran, il Libano sprofonda sotto la più grande operazione militare coordinata dall’inizio della guerra.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato di aver completato un’ondata massiccia di attacchi, colpendo oltre 100 centri di comando e siti militari di Hezbollah tra Beirut, la valle della Beqaa e il sud del Paese.
L’esercito israeliano sostiene che la maggior parte delle infrastrutture colpite si trovasse nel cuore di aree abitate, accusando Hezbollah di usare i libanesi come “scudi umani”.
Una versione duramente smentita dal premier libanese Nawaf Salam, che in una drammatica dichiarazione alla Bbc ha denunciato un’aggressione estesa a zone residenziali densamente popolate. Salam evoca una strage di civili disarmati, smentendo i bollettini di guerra di Tel Aviv che citano vittime solo tra i miliziani.
In questo clima incandescente, si è verificato un gravissimo incidente che coinvolge l’Italia. Un convoglio logistico del contingente italiano, in movimento da Shama verso Beirut per operazioni di rimpatrio, è stato bloccato dalle forze israeliane. L’Idf ha esploso colpi di avvertimento che hanno danneggiato un veicolo italiano, costringendo la colonna a rientrare alla base.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha reagito con estrema durezza: “Ho dato indicazioni di convocare immediatamente l’ambasciatore di Israele. Le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani: i nostri soldati non si toccano. Purtroppo, i segnali che arrivano dal fronte libanese vanno in direzione opposta alla tregua auspicata”.
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha accolto con favore il cessate il fuoco Usa-Iran come una necessaria de-escalation, ma restano aperti numerosi dubbi. Sul nodo Hormuz, l’Europa contesta la proposta di Trump di un pedaggio condiviso con l’Iran per il transito nello Stretto, definendo qualsiasi pagamento illegale secondo il diritto internazionale.
Per quanto riguarda la missione Unifil, Bruxelles ha ribadito che ogni attacco ai caschi blu è inaccettabile e ha chiesto il pieno rispetto della sovranità libanese. Infine, pesano le mire di Israele: nonostante la tregua con Teheran, il governo Netanyahu sembra intenzionato ad assumere il controllo di tutta l’area a sud del fiume Leonte e, mentre ufficialmente si parla di una zona cuscinetto, l’ala più estremista dell’esecutivo spingerebbe per un’annessione rapida di parte del territorio libanese.