CANBERRA - La Coalizione ha ufficialmente ricucito la frattura che l’aveva divisa per oltre due settimane sul voto alle leggi del governo federale contro le espressioni d’odio.

La leader dell’opposizione Sussan Ley ha confermato a Canberra che i Liberali e i Nazionali sono tornati a operare insieme, con il ripristino degli assetti di coalizione e la reintegrazione dei tre senatori Nazionali che avevano votato contro la linea comune.

“La Coalizione è di nuovo unita e guarda al futuro, non al passato”, ha detto Ley ai giornalisti. La leader ha riconosciuto che le ultime settimane sono state “difficili” per sostenitori ed elettori, spiegando che l’accordo è stato raggiunto dopo un confronto diretto con il leader dei Nazionali David Littleproud. Nessuno dei due ha voluto entrare nei dettagli delle concessioni reciproche.

“Siamo tornati in Coalizione. Siamo più forti”, ha ribadito Ley, promettendo un’opposizione compatta contro quello che ha definito il governo fallimentare del primo ministro Anthony Albanese. Un incontro congiunto dei due gruppi parlamentari è previsto per domani per formalizzare il ritorno alla normalità.

Littleproud ha descritto la divisione come dolorosa ma fondata su questioni di principio. “Non si è trattato di personalità, ma di un tema sostanziale”, ha detto, accusando il governo Albanese di aver tentato di far approvare in fretta la legislazione sull’hate speech senza consentire un esame adeguato. Ha raccontato che all’interno del suo partito il dibattito è stato così intenso da provocare “lacrime”, prima di sfociare nella rottura durata 17 giorni.

Il leader dei Nazionali ha insistito sul fatto che la riunificazione è sempre stata possibile a una condizione precisa: la reintegrazione dei senatori espulsi dal gabinetto ministeriale ombra. “Lo abbiamo detto fin dall’inizio: se i nostri ministri ombra che avevano attraversato l’aula fossero stati reintegrati, la Coalizione poteva tornare insieme”, ha detto. Secondo Littleproud, quella linea è rimasta coerente dall’inizio alla fine.

Lo strappo era scattato quando Bridget McKenzie, Ross Cadell e Susan McDonald avevano votato contro il disegno di legge sulle espressioni d’odio, nonostante l’impegno del gabinetto ombra a sostenerlo. Dopo la loro rimozione, l’intero frontbench dei Nazionali, compreso Littleproud, si era dimesso in segno di protesta.

Sul fondo della crisi ha pesato anche la crescita di Pauline Hanson e di One Nation nei sondaggi. Littleproud ha però minimizzato la minaccia, sostenendo che Hanson non sia “seria” come avversaria elettorale se continua a colpire soprattutto seggi Liberali e Nazionali. “Se il nemico è Anthony Albanese, allora non lo sta dimostrando”, ha detto.

Secondo osservatori parlamentari, il ritorno all’unità è solo un primo passo. La Coalizione è di nuovo insieme, ma la sfida ora è ricostruire credibilità come opposizione dopo uno scontro che ha lasciato segni profondi.