CANBERRA – Prima tegola per la deputata ‘teal’, Monique Ryan, dopo che capo di staff, Sally Rugg, ha deciso di adire le vie legali contro il Commonwealth, per il suo licenziamento a causa dell’essersi lamentata per turni di lavoro “massacranti”.
Sally Rugg si era insediata come chief of staff della dottoressa Ryan poco in seguito all’elezione della neurologa pediatrica in Parlamento, dopo aver battuto l’ex ministro del Tesoro, Josh Frydenberg, nel seggio di Kooyong (Vic).
L’azione legale di Rugg nei confronti del Commonwealth e Ryan è avventa dopo il licenziamento per aver obiettato alla direttiva di lavorare “ore extra, in violazione alle normative nazionali sul lavoro”.
Il Commonwealth è il datore di lavoro ufficiale per funzionari con ruoli quali quello ricoperto da Sally Rugg, ma nei documenti depositati presso il Tribunale federale, dal collegio legale dell’ormai ex capo del personale, si sostiene che il ruolo principale nella disputa lo ha interpretato Ryan.
In base ai documenti, Rugg sarebbe stata licenziata subito dopo aver esercitato il diritto sancito dalla normativa Fair Work di “rifiutare di lavorare ore supplementari irragionevoli”.
Nella documentazione si asserisce inoltre che il licenziamento sarebbe diventato effettivo il 31 gennaio, ma Rugg ha inoltrato richiesta per un’ingiunzione fino al termine del procedimento legale.
L’attivista comunitaria, promotrice della piattaforma Change.org e grande sostenitrice della campagna del ‘sì’ al plebiscito sui matrimoni gay, intende inoltre ottenere un risarcimento dal Commonwealth e dalla dottoressa Ryan.
La prima udienza del procedimento legale è prevista per domani davanti al giudice del Tribunale federale, Debra Mortimer.
Interpellata dall’ABC, lunedì scorso, Monique Ryan ha detto di non poter commentare sulla questione all’esame della Corte. “No comment” anche dall’Ufficio del ministro delle Finanze, Katy Gallagher.