BRUXELLES - La geografia della destra italiana in Europa cambia volto. Il generale Roberto Vannacci, eurodeputato e fondatore di Futuro Nazionale, ha ufficializzato il suo ingresso nel gruppo Europa delle Nazioni Sovrane (ESN), la formazione più a destra dell’emiciclo di Strasburgo.

Ad accoglierlo a Bruxelles è stato il copresidente René Aust, leader di Alternative für Deutschland (AfD), che ha salutato l’ingresso dell’italiano con “orgoglio e sostegno al 100%”. 

Con questo movimento, la rappresentanza della destra italiana si sovrappone perfettamente ai tre blocchi europei. La geografia politica vede ora i Conservatori dell'Ecr guidati da Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia, i Patrioti per l'Europa dove siede la Lega di Salvini e, infine, i sovranisti dell'Esn, nuova casa di Vannacci e Futuro Nazionale. Se uniti, questi tre gruppi insidierebbero il primato del Ppe, ma restano divisi da profonde divergenze, a partire dalla gestione del conflitto in Ucraina. 

Vannacci ha motivato la scelta presentandosi come l’alfiere di una “destra pura”, libera dai compromessi che il governo Meloni è costretto ad accettare.

“L’esecutivo Meloni non ha posizioni chiaramente di destra. Su questo non ci sono dubbi”, ha incalzato il generale, citando l’apertura di Forza Italia allo Ius Scholae e il voto favorevole a risoluzioni sui diritti trans: “Sono posizioni che non rispecchiano una destra autentica”. 

Il generale non ha risparmiato critiche nemmeno alla Lega, accusando il suo ex partito di “incoerenza generale”: ferma sui principi a Bruxelles, ma troppo accondiscente a Roma per esigenze di coalizione, citando i mancati passi indietro sulla legge Fornero e sulla difesa della famiglia tradizionale. 

Sulla guerra in Ucriana, la frattura è netta: mentre FdI e Forza Italia votano a favore del sostegno a Kiev e la Lega si astiene, Vannacci ha votato contro. Per il generale, la Russia “sta vincendo” e l’Europa dovrebbe cercare immediatamente una via diplomatica. “Visto che non vogliamo mandare i nostri figli a morire per Kiev, è meglio venire a patti ora: più aspettiamo, più il prezzo aumenterà”. 

Vannacci ha polemizzato con Ursula von der Leyen, ricordando che parte di Cipro è occupata dalla Turchia senza che l’Ue abbia lanciato piani di riarmo per “cacciare i turchi”. 

Un altro punto di convergenza totale con l’AfD è il tema della remigrazione. Vannacci propone il rimpatrio non solo dei migranti illegali, ma anche di quelli di seconda o terza generazione giudicati “non assimilabili”. Secondo quanto ha dichiarato, infatti, “non è un’invenzione dell’AfD, ne parla l’Ocse. Si applica a chi viola le leggi o a chi, pur cittadino, vorrebbe imporre la Sharia”, ha detto, rilanciando uno dei temi più controversi della destra radicale europea. 

Nonostante il partito sia nato da poco, Vannacci ostenta ottimismo citando sondaggi che lo vedrebbero già vicino alla soglia del 4%. L’assemblea costituente di Futuro Nazionale è prevista per la fine della primavera 2026. René Aust lo ha incoraggiato ricordando le origini di AfD: “Anche noi eravamo un’avventura, oggi siamo il primo partito in Germania”.