BRISBANE - L’avanzata dell’intelligenza artificiale metterebbe in discussione il valore di una laurea come garanzia di occupazione, secondo le parole di Andrew Leigh, assistente ministro federale per la Produttività, che questa settimana metterà in guardia sui cambiamenti profondi nel mercato del lavoro.
In un discorso previsto a Brisbane, Leigh sosterrà che il rapido sviluppo delle tecnologie basate sull’IA sta modificando le competenze richieste dalle imprese, ridimensionando il vantaggio tradizionalmente associato ai titoli accademici.
Secondo l’esponente del governo, in futuro il successo professionale potrebbe dipendere meno dal percorso di studi e più dalla capacità di giudizio. Competenze come analizzare problemi complessi, individuare errori e assumersi responsabilità potrebbero diventare più importanti delle abilità tecniche specifiche.
Leigh, ex professore di economia e autore di numerosi studi su innovazione e disuguaglianze, sostiene che la distinzione chiave nel mondo del lavoro potrebbe spostarsi dalle qualifiche formali al tipo di attività cognitiva svolta.
Nel suo intervento affermerà che la differenza più rilevante potrebbe essere tra compiti basati sul giudizio e attività puramente esecutive, oppure tra ruoli di supervisione e compiti di produzione.
Per molti anni gli studenti sono stati incoraggiati a studiare discipline tecniche, come la programmazione informatica, considerate fondamentali per ottenere buone opportunità di carriera. Tuttavia, con l’intelligenza artificiale capace di scrivere codici e generare testi, alcune di queste competenze rischiano di perdere parte del loro valore.
Leigh ritiene che in futuro saranno sempre più apprezzate le cosiddette “meta-competenze”, come la capacità di definire correttamente un problema, coordinare attività complesse e gestire informazioni.
Il cambiamento potrebbe avere conseguenze anche sulla distribuzione dei redditi. In passato le innovazioni tecnologiche tendevano a favorire i lavoratori più istruiti, aumentando la domanda di competenze cognitive avanzate.
L’intelligenza artificiale, però, potrebbe automatizzare anche attività cognitive non ripetitive, come la scrittura di documenti o lo sviluppo di software, migliorando la produttività anche dei lavoratori meno esperti.
Le prime indicazioni suggeriscono che i lavoratori impiegati nei settori amministrativi e finanziari potrebbero essere tra i più esposti a questa trasformazione.
Negli ultimi mesi centinaia di posti di lavoro sono stati eliminati in grandi aziende tecnologiche australiane come Atlassian e WiseTech, oltre che in istituti finanziari come Commonwealth Bank.
I rappresentanti sindacali del settore finanziario hanno riferito che molti dipendenti temono per il proprio futuro, mentre dirigenti bancari sottolineano che alcune competenze cambieranno ma continuerà a esserci domanda per lavoratori altamente qualificati in nuovi ruoli creati dalla trasformazione tecnologica.