TEHEREN - “Dove sei, Mojtaba?”. È questa la domanda che agita i palazzi del potere e le strade di Teheran. La nuova Guida Suprema dell’Iran, ascesa al trono dopo l’uccisione del padre Ali Khamenei lo scorso 28 febbraio, rimane un fantasma. Il suo primo messaggio alla nazione è stato affidato alla voce di una speaker televisiva, un’assenza fisica che alimenta dubbi sulla sua reale capacità di governare e, soprattutto, sulla sua sopravvivenza.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha cavalcato il mistero con dichiarazioni sibilline che oscillano tra l’ironia e la minaccia diretta. “Khamenei non può mostrare la sua faccia in pubblico”, ha incalzato il premier, suggerendo che il nuovo leader sia rimasto sfigurato o gravemente menomato nei raid iniziali.
Netanyahu ha liquidato Mojtaba come un semplice prestanome nelle mani delle Guardie Rivoluzionarie. Oltre al blocco del nucleare e alla distruzione dei missili balistici, Israele ha ufficializzato un terzo obiettivo: il cambio di regime. “Abbiamo informato il popolo iraniano che gli aiuti stanno arrivando”, ha dichiarato il premier, lasciando intendere operazioni di supporto interno alla resistenza.
Anche l’Idf (Forze di difesa israeliane) ha preso parte all’offensiva mediatica pubblicando post in lingua farsi su X: “Cosa sta cercando di nascondere Mojtaba? Il popolo chiede spiegazioni”. L’obiettivo è chiaro: minare la legittimità del nuovo leader nel momento di massima vulnerabilità della Repubblica Islamica.
Se Teheran parla ufficialmente di “lievi ferite e luogo protetto”, i tabloid britannici dipingono un quadro molto più cupo. Secondo il Daily Mail, Mojtaba Khamenei sarebbe ricoverato in terapia intensiva in un ospedale universitario blindato dai militari.
A curarlo ci sarebbe il fior fiore della chirurgia iraniana, tra cui il ministro della Salute Mohammad Reza Zafarghandi e il celebre professor Mohammad Marashi. Secondo la ricostruzione del Daily, il presidente Masoud Pezeshkian sarebbe in costante pellegrinaggio al capezzale della Guida, segno che la gestione della crisi è attualmente nelle mani del governo e dei generali, in attesa che il “leader invisibile” possa tornare a mostrarsi.
In questo clima di estrema tensione, il presidente Usa Donald Trump mantiene un profilo più cauto rispetto all’alleato israeliano. Interpellato sulla possibilità che Mojtaba sia il prossimo obiettivo di un attacco mirato, il tycoon si è limitato a una battuta: “Sarebbe inappropriato dire che ha un bersaglio sull