TEHERAN - In un clima di estrema tensione, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha rotto gli indugi, annunciando di aver dato istruzioni al suo ministro degli Esteri per avviare negoziati diretti con gli Stati Uniti. L’annuncio arriva dopo le ripetute pressioni di Donald Trump, che da Mar-a-Lago ha alternato l’auspicio di un accordo alla minaccia di un’azione militare imminente.
“Ho dato istruzioni affinché si diano avvio a negoziati giusti ed equi, a condizione che esista un ambiente adeguato, libero da minacce”, ha dichiarato Pezeshkian su X. Secondo diverse fonti, tra cui l’agenzia iraniana Fars e il sito americano Axios, i colloqui dovrebbero tenersi nei prossimi giorni in Turchia.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è stato il principale architetto di questa apertura, avendo proposto la via negoziale a Trump già nel colloquio telefonico del 27 gennaio. Turchia, Egitto e Qatar starebbero lavorando per organizzare un faccia a faccia tra l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, e alti funzionari iraniani entro la fine della settimana.
Donald Trump non ha abbassato la guardia. Pur dicendosi aperto alla soluzione diplomatica, ha ricordato che gli Usa dispongono del più grande dispiegamento navale degli ultimi decenni, a soli “due giorni di distanza” dalle coste iraniane. Spero faremo un accordo”, ha dichiarato Trump, “In caso contrario, scopriremo se l’Ayatollah ha ragione nel minacciare una guerra regionale”.
Mentre la presidenza iraniana cerca il dialogo, i vertici militari di Teheran mantengono una linea durissima. Il capo di Stato maggiore, Abdolrahim Mousavi, ha avvertito che un eventuale attacco statunitense trasformerebbe la regione in un inferno per gli Usa: “Abbiamo trasformato la nostra dottrina da difensiva a offensiva. Chi parla di blocco navale dovrebbe rivedere la geografia: siamo pronti a rispondere con uno schiaffo di vendetta”.
Nelle ultime ore, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha intensificato i contatti con Arabia Saudita, Egitto e Turchia. Sabato, il primo ministro del Qatar è volato a Teheran per incontrare Ali Larijani, stretto collaboratore della Guida Suprema Khamenei. Al termine del colloquio, Larijani ha confermato che “si sta formando un quadro per i negoziati”.
La Casa Bianca, pur non avendo ancora preso una decisione definitiva, osserva con attenzione questi movimenti, sperando di replicare il successo diplomatico ottenuto con il cessate il fuoco a Gaza.