Dopo il concerto promosso due anni fa alla Leichhardt Town Hall con lo Stabat Mater di Antonio Vivaldi, il Consolato Generale d’Italia è tornato a proporre uno dei capolavori del repertorio sacro italiano, questa volta opera del compositore marchigiano Giovanni Battista Pergolesi. Il concerto, eseguito presso la St Mary’s Cathedral di Sydney, è stato reso ancora una volta possibile, come detto, grazie alla collaborazione del Consolato Generale d’Italia, al quale il dipartimento musicale della cattedrale del centro cittadino ha rivolto un ringraziamento speciale.
Lo Stabat Mater è un testo in latino attribuito a Jacopone da Todi (circa 1230-1306) e racconta il dolore della Vergine Maria ai piedi della croce durante la morte di Gesù Cristo. Il tema del dolore materno assume una dimensione universale, come espressione della sofferenza umana. Tradizionalmente legato alla Settimana Santa, il testo si colloca nel momento della crocifissione, al centro del Venerdì Santo. Per questo motivo, la tradizione musicale ne ha consolidato l’esecuzione nei giorni che precedono la Pasqua, rendendolo uno dei brani più significativi del repertorio sacro di questo periodo. Pergolesi, nato Giovanni Battista Draghi a Jesi nel primo Settecento, fu uno dei più notevoli talenti del Barocco italiano. Studiò al Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo a Napoli e, nonostante una vita breve, si distinse per il suo talento melodico e la sua sensibilità espressiva. Lo Stabat Mater, composto nel 1736 durante la sua ultima malattia in un monastero francescano a Pozzuoli, era destinato a sostituire una precedente versione eseguita annualmente durante la Settimana Santa. L’opera combina l’intimità della musica da camera con una forte intensità devozionale ed è stata ampiamente diffusa e apprezzata nel XVIII secolo.
La direzione musicale del concerto è stata affidata a Daniel Justin, responsabile musicale alla St Mary’s Cathedral dall’ottobre 2023, affiancato da Simon Niemiński, vice direttore musicale, con il St Mary’s Cathedral Choir e un ensemble strumentale impegnati nell’esecuzione. Tra i presenti, insieme a un pubblico numeroso, il Console Generale d’Italia a Sydney, Gianluca Rubagotti, e il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Marco Gioacchini.
Eventi come questo rendono concreto il rapporto tra Italia e Australia, andando oltre il piano istituzionale e prendendo forma nello spazio condiviso della città. La collaborazione tra il Consolato Generale d’Italia e la St Mary’s Cathedral porta un’opera della tradizione musicale italiana in un contesto vivo, aperto a un pubblico ampio. Lo Stabat Mater continua a essere eseguito perché conserva una forza espressiva capace di attraversare i secoli e parlare ancora al presente. Ascoltarlo in una cattedrale come quella di Sydney significa entrare in contatto con una tradizione che non si è interrotta, ma che continua a trovare nuove forme e nuovi luoghi in cui esistere.