MILANO - La Regione Lombardia ha identificato il primo caso umano di influenza aviaria H9N2 mai rilevato in Europa. Si tratta di un ragazzo di circa 20 anni, proveniente da un Paese africano, arrivato nella notte tra giovedì e venerdì scorsi all’aeroporto di Malpensa.
Il paziente, che presenta altre patologie concomitanti, è attualmente ricoverato in isolamento all’ospedale San Gerardo di Monza e non è in pericolo di vita.
L’infezione, causata dal virus influenzale di origine animale, è stata contratta nel Paese di provenienza prima dell’arrivo in Italia e, secondo quanto spiegato dal ministero della Salute, il contagio avviene tramite esposizione diretta al pollame infetto o ad ambienti e materiali contaminati. Non è mai stata documentata trasmissione da persona a persona.
Per questo l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha dichiarato che "l’individuazione del primo caso europeo in Lombardia non deve essere motivo di allarme per la popolazione ma è la prova tangibile che la nostra macchina della prevenzione funziona con estrema precisione. Abbiamo agito con grande tempestività”.
L’assessore ha inoltre precisato che tutte le persone entrate in contatto con il ragazzo sono state individuate e controllate, e non sono emerse altre positività.
Anche il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all’Università Statale di Milano, invita alla cautela senza allarmismi: “Questi episodi sono un campanello d’allarme sull’evoluzione dei virus influenzali, ma per ora non ci sono evidenze di trasmissione tra esseri umani”.
Il ministero della Salute ha comunque attivato il coordinamento con la Regione Lombardia, l’Istituto Superiore di Sanità e il gruppo degli esperti di laboratorio di riferimento nazionale, garantendo il raccordo con gli organismi internazionali competenti.