NEW YORK – Oltre 145 miliardi l’anno. È l’impatto economico che il long-Covid continuerà ad avere sui Paesi dell’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) per il prossimo decennio. È la stima contenuta in un rapporto pubblicato dall’organizzazione internazionale (Addressing the Costs and Care for Long Covid. The Long Shadow of the Pandemic).
Tra il 5 e il 15% di quanti si ammalano di Covid sviluppano il long-Covid, sottolinea il documento. “Può colpire quasi tutti i sistemi dell’organismo” e “le manifestazioni più comuni includono disfunzione cognitiva (spesso definita ‘nebbia mentale’), affaticamento, disautonomia (che si presenta frequentemente come sindrome da tachicardia ortostatica posturale) e malessere post-sforzo”.
Questa condizione può protrarsi mesi e si stima che “tra il 3% e l’8% della popolazione adulta generale continui a convivere con il long-Covid”, prosegue il documento. Secondo l’analisi Ocse, al picco della pandemia, nel 2021, il long-Covid ha colpito il 5% della popolazione residente nei Paesi Ocse: circa 75 milioni di persone, con costi sanitari stimati in 53 miliardi di dollari.
Oggi la prevalenza è molto più bassa e si prevede che dal 2025 al 2035 rimarrà abbondantemente sotto l’1%. Nonostante ciò, i costi sanitari diretti e quelli indiretti saranno tutt’altro che trascurabili.
Per quel che riguarda i costi sanitari diretti, il documento stima che, se il Covid continuerà a circolare, il long-Covid avrà costi per i servizi sanitari compresi tra lo 0,07% e lo 0,14% della spesa sanitaria dei Paesi Ocse, vale a dire fino a 11 miliardi di euro l’anno.
Più complessa la stima dei costi indiretti, derivanti dalle assenze sul lavoro o dal presenteismo, dai pensionamenti anticipati e dalle conseguenti riduzioni della produttività. Nel complesso, si stima che questi fenomeni avranno un impatto compreso tra lo 0,1% e lo 0,2% del Pil, pari a circa 135 miliardi di dollari all’anno. L’impatto economico del long-Covid è “consistente e deriva principalmente dai costi indiretti legati alla riduzione della produttività e della partecipazione al mercato del lavoro”, si legge nel rapporto, che sottolinea come le stime potrebbero essere inferiori al reale peso del fenomeno.
“Questo studio è importante perché fornisce per la prima volta una stima completa dell’onere economico del long-Covid nei Paesi dell’Unione Europea e dell’Ocse”, ha dichiarato Guillaume Dedet, coordinatore della pubblicazione ed economista sanitario senior presso l’organizzazione.
“Dimostra che i costi del Covid-19 non si sono esauriti con la fase acuta della pandemia: il virus continua, e continuerà, a pesare su società ed economie negli anni a venire”.