PARIGI - Il presidente francese Emmanuel Macron ha accettato le dimissioni di Laurence des Cars dalla direzione del Louvre, travolta dalle polemiche dopo un clamoroso furto di gioielli e una serie di scioperi che hanno paralizzato a più riprese il museo più visitato al mondo.
In una nota, l’Eliseo ha parlato di “atto di responsabilità” in un momento in cui l’istituzione “ha bisogno di calma e di un forte nuovo impulso” per portare avanti progetti rilevanti in materia di sicurezza e modernizzazione. Macron avrebbe già individuato per des Cars un nuovo incarico nell’ambito della presidenza francese del G7, focalizzato sulla cooperazione tra grandi musei internazionali.
Le pressioni sulla direttrice erano cresciute dopo il furto avvenuto a ottobre, quando ladri hanno sottratto in pieno giorno gioielli del valore stimato di circa 145 milioni di dollari australiani. Il colpo, durato meno di otto minuti, ha messo in luce falle preoccupanti nei sistemi di sicurezza del museo e ha rappresentato, per molti osservatori, una delle più gravi umiliazioni nella tutela del patrimonio culturale francese in epoca recente.
Alcuni sospetti sono stati arrestati, ma i gioielli non sono stati recuperati. Des Cars, figura di primo piano nel panorama museale europeo, avrebbe offerto le dimissioni già il giorno stesso del furto, proposta inizialmente respinta dal ministro della Cultura. In seguito aveva definito l’accaduto una “realtà tragica, brutale, violenta” per il Louvre, affermando che, in quanto responsabile, riteneva corretto farsi da parte.
Il furto si è inserito in un contesto già difficile. Da dicembre il museo è stato interessato da scioperi legati a salari e condizioni di lavoro, con chiusure ripetute che hanno alimentato il malcontento. A questo si sono aggiunti due episodi di infiltrazioni d’acqua e un’ampia indagine su presunte frodi nei biglietti.
Anche la Corte dei conti francese aveva sollevato dubbi sulla gestione, criticando la spesa relativamente contenuta per sicurezza e manutenzione a fronte di acquisti costosi di nuove opere, di cui solo una parte è esposta al pubblico.
Le dimissioni segnano ora una svolta in una fase delicata per il Louvre, chiamato a ristabilire credibilità e fiducia.