YANBU (ARABIA SAUDITA) – Il Rally Dakar ha dimostrato ancora una volta che nulla è deciso fino all’ultimo chilometro. Un finale destinato a entrare nella storia ha visto il trionfo di Luciano Benavides, neocampione della Dakar 2026 nella categoria moto, conquistando il suo primo titolo nella competizione più dura al mondo e firmando la definizione più combattuta di sempre: appena due secondi nella classifica generale.

Il pilota argentino del Red Bull KTM Factory Racing è arrivato all’ultima tappa in una situazione complicata. La speciale decisiva, di 105 chilometri cronometrati a Yanbu, lo vedeva con oltre tre minuti di ritardo dal leader, lo statunitense Ricky Brabec, in corsa per la sua terza vittoria.

Anziché farsi prendere dal panico, Benavides ha mantenuto la calma e ha puntato su un ritmo costante, senza errori. Ha tagliato il traguardo al secondo posto di tappa, un risultato che, in condizioni normali, non sarebbe sembrato sufficiente a ribaltare l’esito della gara.

Ma il Dakar aveva in serbo l’ultimo colpo di scena. Al chilometro 98, a soli sette dalla fine, Brabec ha commesso un errore di navigazione decisivo, imboccando una deviazione sbagliata. I secondi persi sono bastati per cancellare il vantaggio accumulato in due settimane di gara e consegnare il titolo a Benavides.

La vittoria di Benavides dimostra ancora una volta che al Dakar la corsa finisce solo all’ultimo controllo. Talento, preparazione fisica, forza mentale e capacità di cogliere l’attimo giusto si sono combinati, per trasformare uno svantaggio apparentemente impossibile in una vittoria leggendaria.

Con questo successo, Luciano Benavides diventa il sesto argentino campione del Rally Dakar, entrando in una lista storica che comprende Marcos e Alejandro Patronelli, Nicolás Cavigliasso, Manuel Andújar e suo fratello Kevin Benavides, due volte vincitore tra le moto. Un trionfo che entra di diritto nella grande storia dello sport argentino.