BRUXELLES - L’Unione europea ha messo in pausa la ratifica dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato una tariffa globale del 15% su tutte le importazioni.
La decisione è giunta in seguito alla sentenza della Corte Suprema americana che ha bocciato il precedente schema di dazi basato su poteri d’emergenza.
Trump ha reagito invocando un’altra disposizione della legge commerciale, introducendo un’aliquota generale del 15% in vigore da oggi. Il problema, per Bruxelles, è che l’intesa raggiunta con Washington prevedeva un tetto massimo del 15% sui beni europei esportati negli Stati Uniti, con dazi azzerati sui prodotti industriali americani diretti in Europa.
“La nostra posizione si riassume in cinque parole: A deal is a deal”, ha dichiarato il portavoce della Commissione Olof Gill. “Ora spetta agli Stati Uniti chiarire come intendano onorare l’accordo”.
Secondo Bernd Lange, presidente della Commissione commercio del Parlamento europeo, applicare il nuovo 15% in aggiunta alle tariffe esistenti supererebbe il limite concordato. Per questo il voto previsto in Commissione è stato rinviato.
L’accordo UE-USA, pur aumentando i dazi rispetto alla media precedente del 4,8%, aveva garantito prevedibilità alle imprese europee, contribuendo – secondo Bruxelles – ad evitare una recessione lo scorso anno. L’incertezza attuale riapre interrogativi per aziende e investitori.
La mossa di Trump ha effetti anche su altri accordi bilaterali conclusi di recente. Il Regno Unito aveva accettato un tetto del 10%, l’India del 18%, il Vietnam del 20%, mentre il Brasile si trovava a gestire un’aliquota molto più alta. Con la nuova tariffa uniforme, alcuni Paesi vedrebbero una riduzione, altri un aggravio.
Il rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer ha dichiarato che l’amministrazione intende rispettare gli accordi bilaterali e si aspetta lo stesso dai partner. Tuttavia, il nuovo regime tariffario è valido solo per 150 giorni, salvo proroga del Congresso.
Gli analisti avvertono che l’incertezza rischia di pesare su entrambe le sponde dell’Atlantico. Negli Stati Uniti, infatti, sono imprese e consumatori a sostenere il costo dei dazi sulle merci importate.
Per ora Bruxelles mantiene una linea prudente: nessuna ratifica senza chiarezza giuridica. Il principio resta uno: un accordo firmato deve essere rispettato.