BRUXELLES – I ministri degli Esteri dell’Unione europea discuteranno a gennaio nuove misure contro la Georgia, nel tentativo di frenare quello che Bruxelles considera un ulteriore deterioramento degli standard democratici nel Paese candidato all’adesione.
L’Alta rappresentante per la politica estera dell’UE, Kaja Kallas, ha annunciato un esame approfondito della situazione dopo la pubblicazione dei rapporti annuali della Commissione europea sui Paesi candidati.
Per la Georgia, il documento segnala nuove limitazioni allo spazio civico e un deterioramento dei diritti fondamentali.
“Il governo georgiano è al momento su una rotta di collisione con l’Unione europea per quanto riguarda l’arretramento democratico - ha dichiarato Kallas -. I passi compiuti non stanno andando nella giusta direzione”.
Alla domanda sulla possibilità di proporre nuove sanzioni contro il governo di Tbilisi, Kallas ha spiegato che è ancora troppo presto per indicare quali misure verranno adottate.
Il confronto di gennaio servirà infatti a conciliare le diverse posizioni tra gli Stati membri.
Secondo la responsabile della diplomazia europea, l’obiettivo è mantenere distinto il sostegno alla popolazione georgiana e alle sue aspirazioni europee dalla valutazione delle politiche adottate dal governo.
Nel 2024 il servizio diplomatico dell’UE aveva proposto sanzioni contro funzionari accusati di aver represso con la violenza manifestazioni pacifiche, ma Ungheria e Slovacchia avevano bloccato l’iniziativa.
Bruxelles era comunque riuscita a sospendere il regime di esenzione dal visto per i titolari di passaporti diplomatici georgiani, una misura che richiedeva soltanto una maggioranza qualificata.
La restrizione è entrata in vigore nel marzo 2026 per un anno e potrà essere prorogata fino a ulteriori due anni, ma la Commissione dovrà adottare un nuovo atto entro il 6 gennaio 2027.
I rapporti tra Tbilisi e Bruxelles si erano già deteriorati nel novembre 2024, quando il governo georgiano aveva annunciato unilateralmente che non avrebbe cercato di aprire i negoziati di adesione prima della fine del 2028.
La decisione era stata presa dopo un rapporto della Commissione che aveva denunciato problemi nel sistema giudiziario, nella libertà dei media e in altri ambiti democratici.
Il primo ministro Irakli Kobakhidze ha ribadito di essere “fortemente impegnato” nel percorso europeo della Georgia, senza tuttavia indicare una strategia per superare lo stallo con Bruxelles.
“Al momento, tutto è sul tavolo”, ha concluso Kallas.