BRUXELLES - Il Consiglio Europeo ha compiuto un passo decisivo per la protezione del settore primario, adottando due regolamenti chiave: il primo introduce clausole di salvaguardia legate allo storico accordo commerciale con il Mercosur, mentre il secondo rafforza la lotta transfrontaliera contro le pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare.
A seguito della firma dell’accordo di partenariato avvenuta ad Asunción il 17 gennaio 2026, l’Unione Europea ha formalizzato le norme per proteggere gli agricoltori da eventuali shock di mercato derivanti dalle importazioni da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Il nuovo regolamento consente di reagire con efficacia in caso di impennate delle importazioni che minaccino i produttori europei.
Viene stabilita una soglia del 5% (su media triennale) per l’avvio automatico di inchieste sui prodotti sensibili. Le indagini si concluderanno entro quattro mesi, ma in casi di emergenza le misure provvisorie scatteranno in soli 21 giorni. La Commissione pubblicherà relazioni periodiche per prevenire danni gravi prima che diventino irreversibili.
“Gli agricoltori dell’Ue saranno meglio tutelati da improvvisi shock e picchi di importazioni,” ha dichiarato Michael Damianos, ministro del Commercio di Cipro. “Potremo preservare i nostri interessi agricoli promuovendo al contempo legami profondi con il Mercosur”.
Parallelamente, il Consiglio ha adottato norme rigorose per contrastare le pratiche commerciali sleali transfrontaliere. Il problema dei fornitori e acquirenti stabiliti in Stati membri diversi viene affrontato con un nuovo quadro di cooperazione giudiziaria e amministrativa.
Le autorità nazionali potranno scambiare informazioni e collaborare attivamente alle indagini, facilitando l’esecuzione di multe e sanzioni anche oltre i confini nazionali. Il regolamento introduce norme ferree sulla riservatezza dei dati per proteggere agricoltori e fornitori da possibili vendette commerciali da parte dei grandi acquirenti.
Per le violazioni su larga scala (che coinvolgono almeno tre Paesi Ue), verrà nominato un coordinatore unico per facilitare una risposta comunitaria rapida. “Queste norme danno alle autorità nazionali una voce più forte nel plasmare il futuro della filiera alimentare”, ha sottolineato Maria Panayiotou, ministro dell’Agricoltura di Cipro.