GAZA - Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato su X di aver parlato con l’omologo israeliano Benjamin Netanyahu e di avergli “ribadito il sostegno della Francia alla sicurezza di Israele e del suo popolo”, sapendo che “il rilascio di tutti gli ostaggi è sempre stata una priorità assoluta, così come la smilitarizzazione” del movimento islamista palestinese.
Macron ha, però aggiunto che “l’apertura di tutti i valichi di frontiera per gli aiuti umanitari è una necessità vitale per la popolazione civile di Gaza e il calvario vissuto dalla popolazione civile di Gaza deve finire”. Il presidente francese ha concluso dicendo che il “cessate il fuoco, liberazione di tutti gli ostaggi, aiuti umanitari e, infine, riapertura della prospettiva di una soluzione politica a due Stati”, è il riassunto finale.
Poco prima di questo messaggio, Netanyahu ha annunciato in una dichiarazione che la creazione di uno Stato palestinese sarebbe “un’enorme ricompensa per il terrorismo”. Macron ha ribadito ieri di voler “innescare una serie” di “riconoscimenti” di uno Stato palestinese e di Israele, durante la conferenza delle Nazioni Unite che la Francia presiederà insieme all’Arabia Saudita, a giugno a New York.
Intanto, almeno una persona è stata uccisa e altre nove sono rimaste ferite in un attacco aereo israeliano che ha colpito l’ingresso settentrionale dell’ospedale da campo kuwaitiano nella zona di al-Mawasi, vicino alla città di Khan Younis, nella parte meridionale di Gaza. Lo dice un portavoce dell’ospedale secondo i medi arabi. L’uomo ucciso era un medico, i feriti sono tutti pazienti e medici, ha aggiunto il portavoce Saber Mohammed.
Ieri sera Benjamin Netanyahu ha parlato con le madri degli ostaggi Tamir Nimrodi, Avinatan Or ed Eitan Horn, in merito agli attuali negoziati per un accordo di cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi. Lo rende noto l’ufficio dello stesso Netanyahu secondo i media israeliani. Il premier israeliano ha fornito “aggiornamenti sull’esistenza di intense trattative attualmente in corso” e ha ribadito il suo “impegno per il ritorno di tutti gli ostaggi, sia i vivi che i caduti”, secondo quanto aggiunto dall’ufficio di Netanyahu.