ANTANANARIVO - L’esercito del Madagascar ha annunciato martedì (ora locale) di aver assunto il potere, segnando la fine del governo del presidente Andry Rajoelina, destituito dal Parlamento e costretto alla fuga dopo un’insurrezione militare. Il colonnello Michael Randrianirina, ufficiale dell’unità d’élite CAPSAT, ha dichiarato che le forze armate guideranno una fase di transizione di massimo due anni, durante la quale verrà redatta una nuova Costituzione e successivamente si terranno elezioni generali.
“Il periodo di rinnovamento durerà al massimo due anni”, ha affermato Randrianirina davanti alla stampa, precisando che un consiglio militare composto da rappresentanti dell’esercito e della gendarmeria assumerà temporaneamente la guida del Paese.
L’annuncio è giunto poche ore dopo che il Parlamento aveva votato l’impeachment di Rajoelina, accusato di aver cercato di dissolvere la Camera bassa per bloccare il procedimento contro di lui. Secondo una nota pubblicata sulla pagina ufficiale della presidenza, il capo dello Stato aveva ordinato lo scioglimento immediato dell’Assemblea nazionale, ma il tentativo non ha impedito il voto di destituzione.
Il presidente, 51 anni, ha confermato in un messaggio video di aver lasciato il Paese per un “luogo sicuro” a causa di timori per la propria incolumità. La sua posizione attuale resta ignota.
Le proteste che hanno scosso il Madagascar da settembre sono nate per la carenza di acqua ed elettricità, ma si sono presto trasformate in una rivolta giovanile contro la corruzione, il caro vita e la povertà diffusa, che colpisce oltre il 75% della popolazione.
Sabato scorso, i militari del CAPSAT — la stessa unità che nel 2009 aveva favorito l’ascesa di Rajoelina — si sono uniti ai manifestanti chiedendo le sue dimissioni. Da allora controllano parte delle istituzioni e hanno nominato nuovi vertici nelle forze armate.
Il colonnello Randrianirina ha negato di aver compiuto un colpo di Stato, sostenendo che “spetterà al popolo decidere il futuro del Paese”. Tuttavia, la proclamazione di un governo militare segna una nuova svolta autoritaria nella storia politica del Madagascar, già segnato da colpi di Stato e transizioni militari sin dalla sua indipendenza dalla Francia nel 1960.