ADELAIDE - Il Partito laburista del South Australia ha aperto ufficialmente la campagna elettorale con un pacchetto di misure sulla casa. Dal palco dell’Adelaide Convention Centre, il premier Peter Malinauskas ha promesso un fondo da 500 milioni di dollari per l’acquisto di terreni destinati a nuovi quartieri residenziali e l’abolizione dell’imposta di registro per gli over 60 che venderanno la propria abitazione per trasferirsi in una nuova costruzione.

Il piano prevede che il governo, tramite Renewal SA, acquisisca terreni – anche siti come le ex caserme di Warradale e Hampstead – a “valore equo o inferiore”, realizzi pianificazione e opere civili e poi rivenda le aree al settore privato con l’obbligo di costruire entro tempi definiti. Le risorse ottenute dalla vendita saranno reinvestite nel fondo, che nelle intenzioni dell’esecutivo diventerà “perpetuo”. 

“Non vogliamo vedere chi accumula terreni senza costruire – ha detto Malinauskas –, vogliamo che l’industria guadagni costruendo case”. La selezione dei siti dipenderà dalla possibilità di portare sul mercato un nuovo quartiere entro cinque anni. La misura si affianca all’impegno annunciato a ottobre di garantire fino a 500 milioni per sostenere la costruzione di appartamenti.

Sul fronte fiscale, il Partito laburista intende eliminare l’imposta di registro per chi ha 60 anni o più, a condizione che venda la residenza principale e acquisti una casa nuova o “off-the-plan” del valore massimo di 2 milioni di dollari, più piccola rispetto a quella ceduta. Il risparmio su un immobile da 2 milioni sarebbe di circa 103mila dollari. Il costo stimato della misura è di 70 milioni “nelle stime previsionali a medio termine”. L’obiettivo dichiarato è liberare abitazioni più grandi per le famiglie giovani. “Così si crea movimento nel mercato”, ha sostenuto il premier.

I liberali contestano l’efficacia del piano. Il deputato Ben Hood ha parlato di benefici limitati: “Qualche centinaio di persone ne trarrà vantaggio, forse tra quattro anni”. Ha inoltre attaccato il governo sul dossier sanitario, ricordando la promessa di risolvere la crisi del “ramping”, l’emergenza ambulanze in coda negli ospedali. Malinauskas ha ammesso che la sfida resta, ma ha difeso i risultati ottenuti, sostenendo che oggi le ambulanze arrivano in tempo nei casi di emergenza.

Nel fine settimana anche One Nation ha lanciato la propria campagna. Pauline Hanson ha definito il voto del 21 marzo “un test” per misurare la crescita del partito.

L’offensiva di Pauline Hanson è ufficialmente partita. La leader di One Nation ha lanciato ad Adelaide la campagna del partito, affiancata dall’ex vice primo ministro Barnaby Joyce e dall’ex senatore liberale Cory Bernardi, reclutato per guidare la lista alla Camera alta.

L’obiettivo è ambizioso: candidati in tutti i 47 collegi della Camera bassa e una presenza strutturata anche al Consiglio legislativo. Un salto di qualità per una formazione che, finora, in South Australia non era mai riuscita a consolidarsi davvero.

Il partito arriva a questo appuntamento con un vento favorevole: nei sondaggi nazionali ha recentemente superato la Coalizione, un risultato inedito per una forza minore. In South Australia punta ad aumentare la propria quota di voto e a conquistare uno o due seggi nella Camera alta.

Il contesto politico favorisce i populisti di destra. Il Partito liberale, guidato in South Australia da Ashton Hurn, attraversa una fase definita “esistenziale”. 

I sondaggi lo accreditano di un modesto 14 per cento delle prime preferenze, contro il 24 per cento attribuito a One Nation e il vantaggio di 10 punti dei laburisti.

La candidatura di Cory Bernardi conferisce visibilità al partito, ma non è detto che allarghi il bacino elettorale oltre lo zoccolo duro della destra radicale. Bernardi, dal canto suo, ha impostato la campagna su un programma di riduzione della spesa pubblica, taglio delle tasse e contenimento del debito. Ha attaccato il Labor sull’immigrazione e sui costi dell’edilizia abitativa, evocando anche il patto di difesa AUKUS e lo sviluppo industriale legato ai sottomarini.