CATANZARO - Proseguono senza sosta le attività dei vigili del fuoco dopo la forte perturbazione che ha colpito Calabria, Sardegna e Sicilia. Sono 2.800 gli interventi già conclusi dalle squadre del Corpo nazionale, impegnate nella messa in sicurezza dei territori più colpiti da mareggiate, allagamenti e dissesti. 

In Calabria il lavoro si concentra soprattutto lungo la fascia ionica. A Catanzaro Lido ruspe ed escavatori sono in azione per rimuovere sabbia e fango accumulati dalle onde, che hanno superato gli otto metri. Sul territorio regionale sono stati portati a termine oltre 600 interventi.

In Sardegna, in particolare nella parte orientale dell’isola, i vigili del fuoco hanno effettuato più di 500 interventi dall’inizio dell’emergenza. 

Il carico di lavoro più pesante resta però in Sicilia, dove sono stati già completati circa 1.700 interventi, mentre restano ancora 300 richieste da evadere. Per far fronte all’emergenza il dispositivo di soccorso è stato rafforzato con il richiamo di cento unità. Le operazioni sono concentrate soprattutto nel Catanese, dove si registrano dissesti statici, distacchi di intonaci e frontalini pericolanti, lamiere divelte e danni causati dall’acqua. 

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha annunciato che la Giunta ha deliberato la richiesta dello stato di emergenza. “Abbiamo chiesto al governo 300 milioni di euro sulla base di una prima quantificazione dei danni alle infrastrutture e per ristorare i privati”, ha spiegato durante un sopralluogo a Catanzaro Lido.  

È stata inoltre deliberata la richiesta di stato di calamità per alcune produzioni agricole. “L’importante è che il governo riconosca lo stato di calamità nazionale già nella prossima settimana”, ha aggiunto.   

Occhiuto ha sottolineato l’efficacia del sistema di prevenzione e coordinamento: “La priorità era evitare vittime e ci siamo riusciti grazie alle evacuazioni preventive e al lavoro continuo della Protezione civile, dei sindaci, dei prefetti e delle forze dell’ordine”.  

Il presidente ha riferito di contatti costanti con i ministri Salvini, Tajani e Musumeci, che avrebbe assicurato un rapido esame delle richieste delle Regioni colpite.   

Sulla stessa linea la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, che ha parlato di un sistema che “ha retto” e di un governo pronto a intervenire con risorse adeguate già nel prossimo Consiglio dei ministri. “C’è stata una risposta importante delle istituzioni e dei cittadini”, ha detto durante il sopralluogo nel Catanzarese. 

Intanto emergono anche gli effetti economici del ciclone Harry: il settore ittico resta in difficoltà per la chiusura dei mercati e il blocco delle imbarcazioni, con rialzi dei prezzi per alcune specie e un’offerta ancora limitata. Più stabile, al momento, la situazione per l’ortofrutta e le carni, grazie alla disponibilità di prodotti raccolti prima dell’ondata di maltempo. 

Anche la giunta comunale di Crotone ha deliberato la richiesta dello stato di emergenza al governo e alla Regione, avviando contestualmente le operazioni di messa in sicurezza dei luoghi colpiti.