NAPOLI - Una donna napoletana di 59 anni è stata sottoposta al divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico, per maltrattamenti nei confronti del figlio trentacinquenne, invalido al 100%.  

Il provvedimento, emesso lo scorso 2 aprile su richiesta della Procura di Napoli, le contesta anche i reati di estorsione aggravata e peculato. 

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima - un uomo che percepisce una pensione d’invalidità mensile di 1.200 euro - sarebbe stata ripetutamente offesa con frasi del tipo “Non sei mio figlio, sei un fastidio, se vivi con me devi pagare per mangiare”.  

Il giudice Fabrizia Fiore ha scritto nell’ordinanza che tali condotte hanno inflitto una “sofferenza morale e psichica” al giovane, sfociata spesso in reazioni di malessere fisico come ansia, vomito e somatizzazioni varie, tali da rendergli la vita impossibile. 

Le indagini hanno documentato richieste di denaro nel periodo compreso tra gennaio 2021 e giugno 2025. La vittima sarebbe stata minacciata di essere buttata fuori di casa se non avesse pagato l’affitto alla madre. Da alcuni mesi, infatti, il trentacinquenne vive da solo e provvede autonomamente a sé stesso. 

Nel febbraio del 2022 la donna è stata nominata amministratore di sostegno del figlio, entrando così nella disponibilità del denaro e dei beni di lui, e tra i prelievi finiti sotto la lente degli investigatori ne figura uno da 25mila euro, datato 28 giugno 2024, relativo a una polizza assicurativa intestata all’indagata della quale però non c’è traccia di documentazione. 

La vittima è assistita dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani. L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Falcone, responsabile della IV sezione della Procura di Napoli, e dalla pm Valeria Vinci.