PUERTO LOPEZ, MANABÍ - Si allargano le indagini sul macabro ritrovamento di cinque teste umane avvenuto domenica su una spiaggia di Puerto López, nella provincia ecuatoriana di Manabí.
Nel pomeriggio di lunedì, la Polizia Nazionale ha annunciato l’attivazione del Piano di Ricompense 131, offrendo incentivi economici a chi fornirà informazioni verificabili utili a identificare e catturare i responsabili del crimine.
In un comunicato diffuso sui social, le autorità hanno invitato la cittadinanza a collaborare attraverso i canali ufficiali - il numero gratuito 131 e l’indirizzo email informa@recompensas131.org - garantendo riservatezza e sicurezza alle fonti.
Il caso è emerso domenica, quando alcuni bagnanti hanno scoperto i resti appesi con una corda a due pali di legno vicino alla riva. Sul posto è stato rinvenuto anche un messaggio intimidatorio, ora al centro delle indagini, che farebbe riferimento a presunte estorsioni ai pescatori.
In Ecuador questa pratica simile al ‘pizzo’ è nota come ‘vacuna’, un sistema diffuso con cui i gruppi criminali impongono pagamenti a commercianti e lavoratori del mare.
Il messaggio diffuso dalla Polizia Nazionale equatoriana.
Le vittime sono state identificate: si tratta di cinque uomini giovani, di età compresa tra 20 e 34 anni, scomparsi poco tempo prima. Secondo il capo del commissariato locale, uno di loro aveva precedenti per detenzione e porto d’armi. “Non esisteva una denuncia formale da parte delle famiglie, ma nei giorni precedenti circolavano voci sulle sparizioni”, ha spiegato il comissario, aggiungendo che gli investigatori ritengono probabile che gli omicidi siano avvenuti in mare aperto - il che spiegherebbe perchè non siano stati ritrovati i corpi -.
Puerto López è una località di circa 25.000 abitanti, in gran parte poveri, e si trova al centro di una violenta contesa tra Los Choneros e Los Lobos, i due principali gruppi armati organizzati del Paese.
A sottolinearlo è il colonnello Giovanni Naranjo, comandante della polizia nelle province di Manabí e Santo Domingo. “Manabí ha il profilo costiero più esteso dell’Ecuador. La disputa riguarda l’invio di droga tramite lanchas rápidas. Esistono punti strategici e Puerto López è uno di questi”, ha dichiarato.
Il controllo di questa caletta di pesca è così cruciale che le bande rivali arrivano a scontrarsi a colpi d’arma da fuoco.
La violenza è in costante escalation: il 27 dicembre si erano già verificati due omicidi a Puerto López, mentre solo lo scorso fine settimana due massacri e diversi attacchi armati hanno causato 21 morti nella provincia di Manabí, tra cui una bambina di due anni e sua madre.