BOGOTÁ - La Procura generale della Nazione e la Polizia nazionale colombiana hanno annunciato importanti sviluppi nelle indagini sull’omicidio del senatore e precandidato presidenziale Miguel Uribe Turbay, avvenuto il 7 giugno 2025 a Bogotá.
Secondo la procuratrice generale Luz Adriana Camargo Garzón, il delitto è il risultato di “un’operazione criminale strutturata”, che ha coinvolto una rete delinquenziale urbana e il gruppo armato organizzato residuale Segunda Marquetalia, che avrebbe definito obiettivi e motivazioni dell’attacco.
In questo contesto, la Procura si è rivolta a un giudice di controllo delle garanzie, ottenendo sette mandati di cattura contro i presunti mandanti, tra cui membri dello stato maggiore della Segunda Marquetalia, mentre le autorità hanno messo in campo ricompense milionarie per facilitare la loro localizzazione e arresto.
Tra i principali indagati figura Kendry Téllez Álvarez, alias “Yako”, ritenuto il coordinatore dell’operazione, insieme ai vertici della Segunda Marquetalia, tra cui Luciano Marín Arango, noto come Iván Márquez, ex negoziatore dell’accordo di pace del 2016 e tornato alla lotta armata nel 2019.
Per la sua cattura le autorità offrono fino a 5.000 milioni di pesos, circa un milione e 250mila dollari, la stessa cifra prevista anche per Téllez Álvarez. Mentre per Géner García Molina, alias “Jhon 40”, e José Manuel Sierra Sabogal, alias “Zarco Aldinever”, la ricompensa arriva fino a 4.000 milioni di pesos. Per altri capi del gruppo, tra cui Jhon Jairo Bedoya Arias, Alberto Cruz Lobo ed Diógenes Medina Hernández, sono previsti fino a 2.000 milioni di pesos, per informazioni utili alla cattura.
Tutti e sette sono accusati di omicidio aggravato, associazione a delinquere aggravata e reati legati alla fabbricazione, al traffico e al possesso di armi da fuoco.
Miguel Uribe Turbay, 39 anni, esponente del partito Centro Democrático, fu gravemente ferito il 7 giugno 2025 durante un evento elettorale a Bogotá e morì due mesi dopo a causa delle ferite riportate.
Le indagini, sostenute da elementi tecnici come intercettazioni, geolocalizzazioni e attività di sorveglianza, indicano che l’omicidio fu pianificato nei primi mesi del 2025, quando un intermediario avrebbe facilitato incontri tra i mandanti e membri della Segunda Marquetalia, anche nella zona di confine con il Venezuela, dove sarebbe stato concordato un pagamento fino a 1.000 milioni di pesos per l’esecuzione del delitto.
Secondo la Procura, l’azione materiale fu affidata a un adolescente, già arrestato e condannato, reclutato attraverso una rete criminale urbana.
Gli inquirenti ritengono inoltre che il crimine abbia avuto una chiara motivazione politica e una pianificazione gerarchica orientata a colpire il sistema democratico del Paese. La procuratrice Camargo ha spiegato che l’assassinio è stato “motivato da ragioni politico-strumentali legate all’esercizio delle sue funzioni” e che il caso soddisfa tutti i criteri per essere definito un vero e proprio magnicidio.
In nove mesi di indagini, le autorità hanno arrestato nove persone coinvolte nel caso, quattro delle quali sono già state condannate, incluso il giovane autore materiale dell’attacco, mentre proseguono le ricerche per individuare i vertici del gruppo armato e ricostruire completamente la rete criminale responsabile di uno dei più gravi episodi di violenza politica nella Colombia contemporanea.