ROMA - Giorgia Meloni chiede alla Commissione europea maggiore flessibilità sui conti pubblici per fronteggiare l’impatto dell’inflazione e del caro energia. La premier ha inviato una lettera alla presidente Ursula von der Leyen, mentre a Palazzo Chigi si è tenuto un vertice di maggioranza in vista dell’approvazione del Documento programmatico di finanza pubblica, che farà da cornice alla prossima manovra.
Al tavolo con Meloni c’erano i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. La riunione, durata circa due ore, è servita ad approfondire la strategia del governo di fronte al nuovo quadro economico internazionale, segnato dalle pressioni inflazionistiche e dall’aumento dei costi dell’energia.
Nella lettera a von der Leyen, Meloni sottolinea che, nel caso italiano, la spesa direttamente interessata da un’inflazione molto più alta rispetto alle previsioni alla base del piano di bilancio vale il 20,4% del Pil.
Altre componenti della spesa, che saranno coinvolte dall’aumento dei prezzi già nel 2027, rappresentano un ulteriore 12% del Pil.
Secondo la premier, il quadro fiscale europeo lascia alla Commissione un margine per tenere conto di questi fattori nella valutazione preventiva del rispetto della regola sulla spesa, in vista dell’esame dei prossimi Documenti programmatici di bilancio.
“I percorsi concordati per la spesa netta nell’ambito del quadro fiscale europeo”, scrive Meloni, “lasciano uno spazio limitato per attenuare l’impatto sulle famiglie e sulle imprese senza ricorrere a misure restrittive, in un momento caratterizzato da significativi rischi al ribasso per l’economia”.
La presidente del Consiglio pone anche il tema delle maggiori entrate fiscali indirette generate dall’inflazione. Queste risorse, osserva, non possono essere usate per finanziare misure compensative se uno Stato non dispone di margini nel percorso di spesa netta concordato.
Per Meloni, però, occorre trovare modalità per utilizzare almeno una parte di quelle entrate aggiuntive per attenuare in modo temporaneo e mirato l’aumento dei costi energetici.
A Bruxelles, prima di ricevere la lettera, la portavoce della Commissione Ue Paula Pinho aveva ricordato che “abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri”. Il portavoce Balazs Udjvari aveva invece precisato che la Commissione non aveva ancora ricevuto la missiva italiana.