“Sono certa che sarò d’aiuto a chi, come me, si è imbattuto in un lavoro senza conoscere la lingua del Paese ospitante, perché questa è ‘quella guida’ che avrei desiderato trovare nel mio cammino professionale. Questo manuale sarà un aiuto reale per chi, intrapreso un percorso, pensa di interromperlo di fronte al muro che crea una lingua sconosciuta”. È con queste parole che Cinzia Di Renzo ci introduce a Termini Essenziali di Cantiere, la sua collana di manuali contenenti termini tecnici e parole generiche che semplificano la vita in cantiere - e non solo -, permettendo a chi, intenzionato a raggiungere l’Australia per inserirsi nel settore delle costruzioni, possa acquisire una maggiore conoscenza e dimestichezza con la lessicologia propria di questo campo, familiarizzando con i suoi strumenti, i materiali, gli attrezzi, e tutti quegli elementi che compongono questo mondo, tanto vasto quanto complesso.
Originaria di Roma, Cinzia Di Renzo è giunta a Melbourne ben 11 anni fa. “Ho preso il mappamondo e scelto una città che avesse grattacieli e mare. Il destino mi ha spinta fin qui”, ha spiegato. Architetto di professione ed esploratrice per passione, Cinzia ha girato il mondo in lungo e in largo prima di raggiungere le coste australiane. Dopo aver concluso i suoi studi in Architettura nella città di Parigi, infatti, Cinzia ha spiegato di non aver più smesso di viaggiare, trainata anche dalle numerose esperienze lavorative che l’hanno vista spostarsi da Barcellona alla Tunisia, dalle Mauritius a New York.
Partita con un semplice visto studentesco perché “questa era l’unica opzione per me disponibile, considerata la mia età”, Cinzia è oggi architetto e direttore affermato, pronta a prestare le sue competenze a chiunque voglia realizzare strutture che siano pratiche, sicure e affidabili.
“Dopo sole due settimane al mio arrivo, al mio primo colloquio, ho ottenuto un lavoro nei cantieri, nel settore delle costruzioni. Oggi ho un mio studio a Carlton e mi occupo principalmente di interni e ristrutturazioni. Inoltre, facendo ancora parte dell’Ordine degli Architetti di Roma, mi occupo anche di sicurezza sul lavoro secondo le leggi italiane per l’Istituto Italiano di Cultura e il Consolato, sia qui a Melbourne che a Sydney”.
Il suo successo, oltre che alla tenacia e alla grinta che le hanno permesso di non scoraggiarsi mai dinanzi alle sfide e di non perdere l’entusiasmo anche quando di fronte si è ritrovata ostacoli che sembravano insormontabili, lo deve anche alla solida formazione universitaria in Italia, meno superficiale rispetto al sistema e all’intero approccio australiano all’architettura, dove molto spesso “sembra che si punti più sulla bellezza, anziché sulla praticità, sacrificando la funzionalità del complesso”.
Differenze, tuttavia, che Cinzia ha notato anche sul campo di lavoro. “Il mio ruolo era quello di direttore dei lavori, una sorta di supervisore che si assicura che tutto venga svolto nei modi giusti, rispettando il progetto e mettendo il tutto in sicurezza, cosa che ho sempre fatto in Italia”, ha commentato Cinzia, spiegando di aver lavorato a lungo per uno studio di architettura che realizzava villaggi turistici e alberghi, “ma mentre lì l’architetto dopo la progettazione va a seguire la realizzazione dei suoi lavori, qui, invece, esiste una grande distinzione. L’architetto progetta e basta, e non scende in cantiere”.
Ad ogni modo, è stata proprio l’esperienza in cantiere a metterla a dura prova, sia sul piano personale che professionale. Da donna che ha iniziato a lavorare nei cantieri in giovane età, infatti, Cinzia ha dovuto spesso confrontarsi con una realtà che la considerava poco credibile e che non sempre legittimava la sua immagine.
“Il mio primo capo era un italiano che voleva aiutare i ragazzi italiani, per cui mi sono ritrovata in un cantiere con 40, 50 ragazzi che spesso non erano del mestiere ed erano lì solamente per trovare una via d’uscita dall’Italia. Molto spesso per loro era indispensabile lavorare nel settore delle costruzioni. Ho avuto un po’ di problemi, perché a fine giornata ero costretta a mandare via molte delle persone in prova che si erano presentate al mio capo dicendo di avere le competenze giuste, mentre io notavo che, in realtà, quelle stesse persone non avevano mai messo piede in un cantiere prima e non sapevano neppure come maneggiare gli attrezzi. Spesso mi sono sentita dire che, in quanto donna, dovevo stare a casa a fare la pasta”.
Da questa esperienza, tuttavia, Cinzia ha maturato anche l’idea di realizzare la sua collana di dizionari tecnici: l’architetto ha, infatti, spiegato di aver visto molti italiani in difficoltà perché, non conoscendo la lingua inglese, non riuscivano a familiarizzare con l’ambiente delle costruzioni e a padroneggiare il lessico che ne appartiene. Cosa assolutamente fondamentale per l’inserimento nel mondo del lavoro.
Insomma, in quei ragazzi Cinzia ha rivisto le stesse paure che per anni hanno accompagnato il suo percorso di affermazione nel settore, ovvero la paura di fallire e di dover rinunciare ai propri sogni, semplicemente perché non ci si sa esprimere in una lingua che non sia l’italiano. “È allora che mi è balenata l’idea di creare la collana Termini Essenziali di Cantiere di carattere tecnico/pratico, così da aiutare queste persone nel loro lavoro aumentandone anche l’autostima”.
La collana è composta da sei volumi mentre i diversi manuali sono stati divisi per maestria. Questi sono: Muratore, Pittore, Piastrellista, Carpentiere/Falegname, Elettricista, Idraulico.
Per ciascuna di queste maestrie, i dizionari propongono tutta una serie di termini tecnici e di parole generiche che possono essere utili nello svolgimento delle mansioni in cantiere. Cinzia ha spiegato di aver scelto il formato tascabile, così da permettere alle persone di portare il dizionario sempre con sé e consultarlo in qualsiasi momento, conservandolo in tasca o nella cassetta degli attrezzi.
Tutti i volumi di Termini Essenziali di Cantiere sono disponibili su Amazon e possono essere acquistati sia in Australia che in Italia. In questo modo, anche chi sta ancora progettando di trasferirsi Down Under, può iniziare ad affinare il suo inglese e a prepararsi all’esperienza del cantiere australiano.