Nel corso della serata, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Marco Gioacchini, ha ricordato il significativo contributo degli emigrati italiani alla crescita dell’Australia in numerosi settori, dall’economia alla cultura, fino all’istruzione. In questo contesto ha richiamato anche l’esperienza di Cattuzzato e il suo impegno nell’ambito dell’educazione montessoriana.

Nata a Roma con il nome di Maria Luisa Donorascenzo, Cattuzzato si avvicinò al pensiero pedagogico di Maria Montessori nel gennaio del 1957, durante un corso di formazione presso la scuola cattolica San Giuseppe di Piazza di Spagna. Raccolse allora appunti, schemi e disegni sugli ambienti educativi, gli arredi a misura di bambino e i materiali didattici montessoriani, conservandoli negli anni.

Dopo aver lavorato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, collaborando alla pubblicazione Echi d’Italia, destinata agli italiani residenti all’estero, lasciò l’Italia per motivi professionali del marito Claudio Cattuzzato e arrivò a Sydney il 25 dicembre 1965.

Nel New South Wales proseguì la propria attività nell’insegnamento, lavorando per il Co.As.It. e insegnando italiano ai figli degli immigrati.

All’inizio degli anni Ottanta, un gruppo di genitori di Sydney impegnato nello sviluppo dell’educazione Montessori coinvolse Cattuzzato nel progetto. La sua formazione si rivelò preziosa: gli appunti conservati dagli anni Cinquanta tornarono utili e, insieme ai genitori, contribuì anche alla realizzazione di alcuni dei materiali didattici necessari alle attività scolastiche.

Cattuzzato insegnò inoltre italiano nelle scuole del sabato del Co.As.It. per oltre dieci anni e seguì privatamente numerosi studenti universitari.

A distanza di decenni, il suo interesse per il metodo Montessori è rimasto immutato, così come il legame con l’insegnamento e con la diffusione della lingua e della cultura italiana nel New South Wales.