ROSARIO – Il Carnevale di Venezia ha origini documentate nel Medioevo. Nel 1296, il governo veneziano dichiarò il giorno festivo precedente l’inizio della Quaresima (cioè il periodo di quaranta giorni di digiuno e penitenza che precede la Pasqua cristiana), legittimando celebrazioni popolari che, sebbene ufficialmente concentrate in un’unica giornata, si prolungavano per diversi giorni.

Grazie alle maschere, le gerarchie sociali si attenuavano e non vi erano distinzioni di classe, genere o religione.

Per secoli, il Carnevale ha funzionato come uno spazio di libertà, gioco e critica sociale, fino a quando, dopo la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 e l’arrivo di Napoleone, fu proibito, per timore di cospirazioni politiche e rimase sospeso per quasi due secoli, fino al suo recupero ufficiale nel 1979.

Il filosodo russo Michail Bachtin, studioso del linguaggio, nel suo celebre studio su Rabelais e la cultura popolare, intendeva il Carnevale come un tempo eccezionale in cui le gerarchie si sospendono, i corpi si liberano e la risata collettiva disarma l’ordine costituito. In quel mondo alla rovescia, la maschera non nasconde: rende uguali.

Qualcosa di quello spirito riappare oggi a Rosario, quando la città si apre al gioco, al travestimento e all’incontro collettivo.

“L’idea è che la gente possa vivere un po’ del Carnevale di Venezia fuori da Venezia, adattandolo alla nostra realtà e al nostro clima – spiega Mauro Testa, presidente dell’associazione Familia Veneta di Rosario –. È un’appropriazione culturale, ma anche un invito a giocare, a partecipare e a incontrarsi" .

Per il quarto anno consecutivo, la città santafesina torna a vestirsi di maschere e costumi, con una nuova edizione del Carnevale di Venezia a Rosario, una proposta culturale aperta a tutta la comunità che combina cinema, musica, laboratori, danza e gastronomia, recuperando una delle tradizioni più antiche e simboliche della cultura italiana.

Uno degli assi centrali della proposta è il gruppo Le Mascherate, con oltre 25 anni di attività e unico nel suo genere in Argentina, che si  dedica alla rappresentazione della Commedia dell'Arte (genere teatrale di antiche origini popolari) e del Carnevale di Venezia. “Sono quindici costumi che presentiamo durante tutto l’anno, ma è nei giorni del Carnevale che diventano protagonisti indiscussi” , sottolinea Testa.

L’edizione 2026 è iniziata con una proiezione speciale del ciclo di cinema italiano e un laboratorio dedicato alla Commedia dell’Arte. “La risposta del pubblico, sia quest'anno sia negli anni precedenti, è sempre molto buona. C’è grande interesse”, afferma Testa, per fare un bilancio delle prime attività, che hanno incluso la proiezione de Il mercante di Venezia e un incontro a cura di Arnaldo Desma, direttore de Le Mascherate.

Il pubblico della serata cinematografica. 

Le attività proseguono venerdì 13, alle 18, con la Serata Veneziana nella Biblioteca Argentina (Presidente Roca 731), una proposta gratuita con ingresso in ordine di arrivo che unisce la musica del barocco veneziano e l’esibizione de Le Mascherate. “È una delle attività che più ci rappresenta, perché mescola musica, teatro e storia ed è inoltre aperta a tutta la comunità” , aggiunge.

Tra le novità di questa edizione si aggiunge uno spettacolo circense a cura della scuola rosarina El Ruedo. “Il tema di quest’anno, Olympus: le origini del gioco, è legato a tutto ciò che è ludico, e il circo fa parte del carnevale storico, dei giochi di strada e di abilità”, spiega Testa.

Durante il Ballo del Doge sarà presente anche un artigiano specializzato in maschere veneziane in cartapesta – una tecnica artigianale a base di carta modellata utilizzata da secoli nel Carnevale di Venezia – che esporrà le sue creazioni e offrirà la possibilità di acquistarle.

In un mese con poca attività culturale in città, dato che coincide con le vacanze estive, il Carnevale di Venezia a Rosario si presenta come un invito a vivere lo spazio pubblico in modo diverso. Maschere, cinema, musica, danza e memoria storica si fondono così in una celebrazione che, lungi dall'essere solo una ricreazione estetica, recupera il senso profondo del carnevale: un tempo condiviso in cui, anche solo per qualche ora, tutti possono essere altri.

Per informazioni e prenotazioni, la Familia Veneta di Rosario riceve richieste via WhatsApp al +54 341 610-6192 o via e-mail a: famvenetarosario@gmail.com.