FIRENZE - Sergio Mattarella richiama Alexis de Tocqueville per mettere in guardia dai rischi che incombono sulle democrazie contemporanee. Ricevendo la laurea honoris causa dall’Istituto “Cesare Alfieri” di Firenze, il Presidente della Repubblica ha citato il filosofo liberale francese e la sua opera La democrazia in America per avvertire del pericolo che i sistemi democratici scivolino verso forme di autocrazia e “tirannide cesarista”. 

Il capo dello Stato ha ricordato come proprio nell’istituto fiorentino venissero curate le traduzioni delle opere di Tocqueville e come già allora si riflettesse sulla crisi dei regimi liberaldemocratici. Tra le intuizioni del pensatore francese, ha sottolineato Mattarella, vi era la previsione “di un futuro oscillante fra la libertà democratica e la tirannide cesarista”. 

Nel suo intervento il presidente ha collegato quelle riflessioni alle tensioni dell’attuale scenario internazionale, segnato da tentativi di “mettere in discussione le regole che disciplinano i rapporti tra gli Stati”.  

Secondo Mattarella, oggi emerge “la pretesa di aggirare o abbattere il sistema di diritto internazionale, nato per garantire una convivenza basata sulla parità tra i Paesi e imponendo sfide rivoluzionarie nell’ordine internazionale e in quello economico”, ha osservato, sottolineando il peso crescente di grandi attori tecnologici e finanziari che incidono sempre di più sulla vita quotidiana di persone e comunità. 

Il presidente ha poi richiamato anche l’impatto delle nuove tecnologie: i social network hanno cambiato profondamente il modo di comunicare e di fare politica, mentre l’intelligenza artificiale sta trasformando il lavoro e molti aspetti della vita sociale. Cambiamenti che, se non governati, possono favorire regressioni democratiche. 

Per questo Mattarella ha lanciato un appello a difendere i principi democratici e l’ordine internazionale costruito dopo il 1945: “Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione”. 

Nel concludere il suo intervento, il capo dello Stato ha rivolto un invito agli studenti e ai giovani studiosi a dedicarsi con passione allo studio, affinché “i nuovi confini del sapere possano essere esplorati e coltivati per realizzare il benessere collettivo”.