ROMA - I dazi sono inaccettabili e rappresentano una scelta immotivata e pericolosa per la pace e la collaborazione internazionale, e con calma e autorevolezza l’Unione europea avrà la forza per contrastarli.
Sergio Mattarella non ha dubbi sulla linea italiana rispetto al pericolo delle barriere commerciali preannunciate dall’amministrazione Trump, e neanche sulla collocazione del nostro paese nell’Unione, “di cui facciamo saldamente parte”.
All’inaugurazione del villaggio “Agricoltura È”, per festeggiare l’anniversario dei Trattati di Roma che diedero vita all’Unione europea, il Presidente della Repubblica è ospite del ministro Francesco Lollobrigida che lo ringrazia per la sua presenza e per la difesa strenua che il capo dello Stato fa da sempre del settore agricolo.
Mattarella risponde alle domande di alcuni studenti degli istituti alberghieri della zona che sono presenti con uno stand.
Le domande partono proprio dalla nascita dell’Ue e dai valori che la ispirarono. Nessun cenno alle polemiche degli ultimi giorni tra la premier Giorgia Meloni e l’opposizione sul Manifesto di Ventotene, ma il Presidente ripercorre i passaggi storici che portarono alla nascita dell’integrazione europea.
Cita gli “statisti coraggiosi e lungimiranti” che seppero compiere una “rivoluzione di pensiero” proponendo “collaborazione al posto di contrapposizione” all’indomani della Seconda guerra mondiale.
“Alcuni capirono che bisognava capovolgere il rapporto tra i paesi europei, per compiere rivoluzione di pensiero: anziché contrapporsi bisognava mettere in comune il futuro dei popoli europei. Fu questo il tentativo compiuto in quegli anni tra statisti e movimenti di pensiero, e per questo il trattato di Roma del ’57 fu un punto di arrivo”, spiega il Capo dello Stato.
Mattarella, quindi, ribadisce che il progetto europeo è stato, ed è, un “grande successo storico”, tanto che il modello viene imitato in America Latina con il Mercosur, in Asia con l’Asean e perfino in Africa. “L’integrazione è compresa bene dai giovani attraverso due fenomeni che i giovani vivono come se fossero normali e non lo erano un tempo: Ersamus e Schengen”, rimarca il Presidente.
Ma è il tema dei dazi a preoccupare di più gli interlocutori del mondo agricolo presenti all’evento. “Speriamo che il buon senso prevalga”, esordisce Mattarella interpellato al suo arrivo presso lo stand della Coldiretti.
Quando poi gli viene chiesto se la minaccia di rincari possa mettere in difficoltà la nostra economia Mattarella risponde che “i mercati aperti per noi corrispondono a due esigenze vitali: la prima è la pace, la seconda è il nostro interesse come paese esportatore”.
Il Presidente sottolinea quindi che i dazi creano ostacoli ai mercati, lo alterano, penalizzano i prodotti di qualità “e questo per noi è inaccettabile, ma dovrebbe esserlo per tutti”.
Di mercati aperti come garanzia di pace aveva parlato già sabato scorso al Forum dell’Olio e del Vino, e il concetto viene ribadito anche oggi: la collaborazione economica assicura buone relazioni anche su altri fronti.
Perciò secondo il capo dello Stato quando si parla di guerre commerciali “bisogna mettere l’accento sul termine ‘guerra’ perché queste inducono contrapposizioni sempre più pericolose”.