CANBERRA - Il governo federale e quello del Queensland intervengono con un piano da 2 miliardi di dollari per garantire il futuro della fonderia di alluminio Boyne, uno dei principali impianti industriali del paese.
L’accordo, annunciato a Gladstone, prevede un investimento congiunto di un miliardo di dollari ciascuno da parte dei due livelli di governo per sostenere la transizione dell’impianto verso fonti energetiche rinnovabili entro il 2040.
Rio Tinto, proprietaria della fonderia, investirà a sua volta in infrastrutture energetiche e di trasmissione. Secondo le stime, l’operazione potrebbe attivare fino a 7,5 miliardi di dollari di investimenti nella rete elettrica del Queensland.
Il ministro dell’Industria Tim Ayres ha definito l’iniziativa una svolta per il settore manifatturiero. “È la più grande decisione industriale nella storia del Queensland”, ha dichiarato, sottolineando l’impatto sull’occupazione e sulla stabilità del sistema energetico.
Il progetto mira a garantire la continuità produttiva dello stabilimento oltre la scadenza dell’attuale contratto energetico nel 2029. L’amministratore delegato di Rio Tinto, Jérôme Pécresse, ha confermato che la fonderia potrà operare almeno fino al 2040.
Secondo l’azienda, la transizione verso energia solare ed eolica renderà l’impianto più competitivo a livello internazionale, riducendo al contempo la dipendenza dai combustibili fossili.
La fonderia di Boyne, attiva dal 1982, rappresenta un elemento centrale per l’economia di Gladstone e dell’intera regione. Impiega circa mille lavoratori direttamente e sostiene altri 2mila posti nell’indotto.
Il ministro statale delle Risorse naturali Dale Last ha evidenziato l’importanza strategica dell’intervento in un contesto globale segnato da tensioni sulle catene di approvvigionamento. “Questo investimento è essenziale per proteggere la capacità produttiva nazionale e rafforzare la competitività”, ha affermato.
Anche il sindaco di Gladstone Matt Burnett ha sottolineato il valore dell’accordo per la comunità locale, definendolo fondamentale per la tenuta economica della regione.
L’operazione si inserisce in una serie di interventi pubblici recenti per sostenere settori industriali in difficoltà, tra cui impianti metallurgici e siderurgici.
Il piano per Boyne punta a combinare sicurezza energetica, occupazione e transizione industriale. Resta ora da verificare se gli investimenti previsti riusciranno a garantire stabilità nel lungo periodo in un contesto energetico in rapido cambiamento.