ROMA – Sono 220 gli studenti entrati nella graduatoria nazionale di Medicina che si sono visti assegnare la sede di Tirana, collegata all’Università di Roma Tor Vergata, dopo averla indicata tra le possibili opzioni.  

Una scelta che, per molti di loro, si è però trasformata in un problema solo dopo la pubblicazione degli esiti, quando hanno scoperto che la sede albanese non è un ateneo pubblico italiano, ma l’università privata cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio. 

“Inizialmente non mi ero accorta di aver compiuto un errore – racconta Gaia, 20 anni –. Nella piattaforma la sede era indicata come ‘Medicina Roma Tor Vergata’ e tra virgolette c’era scritto ‘sede di Tirana’. Non ci ho fatto troppo caso e, comunque, per me spostarmi all’estero non sarebbe stato un problema”.  

La difficoltà è emersa solo successivamente. “Abbiamo scoperto che non si tratta di una sede pubblica convenzionata con Tor Vergata, ma di una università privata. Pensavamo di avere gli stessi diritti dei colleghi in Italia, invece non è così”. 

La retta annuale ammonta a 9.650 euro, stabilita autonomamente dall’ateneo privato, senza alcuna modulazione in base all’Isee. Agli studenti è stato dato tempo fino al 14 gennaio per decidere se immatricolarsi o rinunciare.  

“In Italia usufruisco delle agevolazioni legate all’Isee, ma qui non ne avrei diritto. La mia famiglia quella cifra non può pagarla. L’unica possibilità concessa è la rateizzazione in tre tranche, ma l’importo resta lo stesso. In Italia le tasse sono molto più basse e l’accesso agli studi è pensato per essere il più inclusivo possibile”, spiega Chiara. 

I 220 posti previsti a Tirana, spiegano gli studenti, sarebbero comunque destinati a essere coperti. “Abbiamo creato un gruppo di circa 40 person, ma molti non credo abbiano intenzione di iscriversi. Se avessimo voluto una privata, in Italia o all’estero, ci saremmo orientati direttamente su quel tipo di scelta. In quel caso, probabilmente, non avremmo nemmeno partecipato al semestre filtro”, prosegue Gaia.  

Al momento non sono stati presentati ricorsi formali, anche se alcuni studenti starebbero valutando questa strada. 

La graduatoria è stata pubblicata l’8 gennaio e tra gli assegnati alla sede albanese c’è chi ha superato un solo esame tra Chimica, Fisica e Biologia, chi due e chi tutti e tre.  

“Si tratta di posti aggiuntivi ma inseriti in una sede privata, anche se formalmente collegata a un’università pubblica. È una situazione anomala”, osservano alcuni studenti. 

C’è poi il nodo logistico. L’università Nostra Signora del Buon Consiglio non offre alloggi agli studenti. Sono state fornite alcune indicazioni su possibili soluzioni abitative, ma senza convenzioni né agevolazioni.  

Inoltre, chi sceglie Tirana deve mettere in conto la possibilità di restare lì per l’intero percorso di studi. “Dopo il primo anno si può chiedere il trasferimento, ma se la richiesta non viene accolta bisogna rimanere in Albania presumibilmente per tutti e sei gli anni”, spiegano. 
 
Per questo, l’idea che circola tra molti degli assegnati alla sede albanese è quella di immatricolarsi formalmente a Roma, sostenere gli esami a Tor Vergata e poi, a marzo, iscriversi a Tirana, nella speranza che nel frattempo arrivino chiarimenti o soluzioni.