TEHERAN - Mentre Israele e Stati Uniti proseguono nell’operazione congiunta per smantellare i vertici della Repubblica Islamica, Teheran ha risposto con una pioggia di missili e droni che ha colpito non solo il territorio israeliano, ma l’intera regione del Golfo, coinvolgendo basi occidentali e nazioni alleate.    

Israele ha annunciato oggi, l’uccisione di Esmaeil Khatib, Ministro dell’Intelligence iraniano, colpito in un attacco mirato a Teheran. La conferma è arrivata dal Ministro della Difesa israeliano Israel Katz durante una riunione operativa con i vertici dell’Idf (Forze di difesa israeliane ).   

Khatib è l’ultimo di una lunga lista di leader eliminati dal 28 febbraio, data in cui l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei ha dato il via a una strategia volta, secondo Benjamin Netanyahu, al cambio di regime.   

Considerato una figura chiave nella repressione interna, Khatib aveva guidato le operazioni contro i manifestanti durante le proteste per Mahsa Amini (2022-2023). Secondo l’Idf, supervisionava lo spionaggio e le operazioni segrete globali contro cittadini israeliani e statunitensi.   

Con Khatib sale a oltre una dozzina il numero di alti funzionari eliminati, tra cui spicca il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale, Ali Larijani, ucciso solo ventiquattr’ore fa.   

La risposta iraniana per la morte di Larijani non si è fatta attendere. Nella notte, un attacco missilistico ha colpito Ramat Gan, nell’area est di Tel Aviv. L’impatto di bombe a grappolo su un edificio residenziale ha causato la morte di una coppia di settantenni, sorpresa nel sonno dal crollo del tetto. Il bilancio delle vittime in Israele sale così a 14 morti.   

I Guardiani della Rivoluzione hanno rivendicato l’azione come un atto per “vendicare il sangue puro dei martiri”, mentre il generale Amir Hatami, capo dell’esercito iraniano, ha promesso che la rappresaglia continuerà contro chiunque minacci la sicurezza della Repubblica Islamica.   

Il conflitto è ormai uscito dai confini diretti tra i due contendenti, trasformandosi in una guerra regionale. Negli Emirati Arabi Uniti, un missile iraniano è caduto vicino alla base di Al Minhad, quartier generale australiano per il Medio Oriente. Il Primo Ministro Anthony Albanese ha confermato che non ci sono feriti tra il personale australiano.   

Razzi e droni hanno preso di mira l’est dell’ Arabia Saudita e il territorio kuwaitiano nella tarda serata di ieri. Le difese aeree di entrambi gli emirati hanno confermato l’intercettazione di numerosi “obiettivi ostili”.  Diverse esplosioni sono state udite a Doha, il Ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato di aver intercettato un attacco missilistico che puntava direttamente allo Stato.   

Infine, in Iraq, l’ambasciata Usa a Baghdad è stata nuovamente colpita da un drone nelle prime ore della notte. È il secondo attacco in 48 ore contro la sede diplomatica statunitense nella capitale irachena.   

Mentre l’Iran attaccava, gli Stati Uniti sono intervenuti direttamente lungo la costa iraniana, dove le forze del CENTOCOM hanno impiegato munizioni penetranti da 5.000 libbre contro siti missilistici rafforzati vicino allo Stretto di Hormuz per neutralizzare i missili antinave che minacciano il commercio mondiale.  

Contemporaneamente, Israele ha colpito duramente il cuore di Beirut, prendendo di mira il quartiere di Zuka el-Blat e i sobborghi meridionali con l’obiettivo di abbattere le infrastrutture finanziarie di Hezbollah. L’attacco ha causato 12 morti e 41 feriti tra la popolazione civile che abita queste aree densamente popolate della capitale libanese.