ROMA – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto sono intervenuti in audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato riunite in seduta congiunta per riferire sulla crisi in Medio Oriente, dopo l’attacco combinato di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e le successive ritorsioni di Teheran.
“I nostri connazionali nella regione sono la nostra priorità assoluta e voglio ribadire l’appello alle forze politiche: deve prevalere l’unità, la responsabilità e l’equilibrio”, ha detto Tajani, sottolineando che nell’area interessata dal conflitto si trovano oltre 70mila italiani tra residenti e presenze temporanee, di cui circa 30mila negli Emirati Arabi Uniti e 20mila in Israele. In Iran, invece, si trovano poco meno di 500 connazionali.
Il ministro ha spiegato che l’Italia, così come Germania e Polonia, è stata informata dell’attacco a operazioni iniziate. “Io, come ho subito riferito al presidente del Consiglio, sono stato contattato dal ministro degli Esteri israeliano Sa’ar e informato di quanto stava accadendo”, ha precisato, aggiungendo che al momento non risultano concittadini coinvolti negli attacchi.
Per l’assistenza ai connazionali la Farnesina ha creato la “Task Force Golfo” composta da cinquanta persone dedicate esclusivamente alla gestione dell’emergenza, a supporto dell’Unità di crisi.
È partito da Mascate un primo volo charter con 127 cittadini italiani bloccati in Oman o trasferiti da Dubai, mentre sono in preparazione ulteriori collegamenti. Le autorità emiratine metteranno inoltre a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per circa 200 studenti minorenni presenti nel Paese.
Tajani ha evidenziato anche le ripercussioni economiche della crisi, in particolare sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale e oltre il 30% del commercio globale di gas naturale liquefatto.
Il ministro Crosetto ha poi informato che sono stati rivisti i piani di sicurezza e di evacuazione del personale militare italiano nell’area, e che oltre 300 militari dell’Aeronautica che si trovano in Kuwait sono al sicuro nei bunker dopo il lancio di missili iraniani contro basi militari occidentali nella regione, di cui uno è caduto anche vicino a una con presenza italiana in Iraq, senza conseguenze per il personale.
Crosetto ha spiegato che i Paesi del Golfo hanno chiesto all’Italia sistemi di difesa, in particolare antidrone e altri strumenti di protezione, e ha annunciato che eventuali decisioni in questo senso saranno sottoposte al Parlamento, e ha richiamato la necessità di strumenti normativi più flessibili per adeguare rapidamente la presenza militare italiana all’estero in situazioni di crisi.
“La linea politica italiana è quella dell’Unione europea. Non siamo isolati”, ha ribadito Tajani, assicurando che il Governo continuerà a lavorare per favorire una de-escalation e il ritorno al dialogo diplomatico.