SYDNEY - Mentre l’aumento dei prezzi delle case continua a dominare le cronache in gran parte dell’Australia, Melbourne si è trasformata in un’eccezione sempre più evidente.
Un tempo seconda città più cara del Paese dopo Sydney, oggi la capitale del Victoria viene indicata come un raro esempio di mercato immobiliare che ha rallentato prima che la crescita diventasse incontrollabile.
Secondo i dati diffusi questo mese da Cotality, il valore delle abitazioni a Melbourne è cresciuto del 15,5 per cento negli ultimi cinque anni. Un dato nettamente inferiore rispetto agli aumenti registrati in altre capitali, dove Brisbane, Adelaide e Perth hanno visto balzi compresi tra l’80 e il 90 per cento. A dicembre, inoltre, la crescita dei prezzi a livello nazionale si è fermata allo 0,7 per cento, con lievi cali proprio a Sydney e Melbourne.
La differenza tra le due principali città australiane resta però marcata. “Il divario tra Melbourne e Sydney non era così ampio dal 1999”, ha osservato Tim Lawless di Cotality. Il valore mediano di una casa a Melbourne si aggira attorno ai 980mila dollari, oltre 600mila in meno rispetto a Sydney. Una distanza che riflette dinamiche strutturali diverse.
Analisti e operatori indicano una combinazione di fattori: un forte rallentamento nel 2022 che ha quasi cancellato i guadagni dell’era pandemica, una crescita degli affitti più contenuta e, soprattutto, l’uscita progressiva degli investitori. Le misure fiscali introdotte dal governo del Victoria nel bilancio 2023, tra cui l’aumento delle tasse sui terreni e i sovrapprezzi per i proprietari assenti, hanno inciso in modo diretto sulla redditività degli investimenti immobiliari.
Secondo stime di Cotality, un immobile con un valore fondiario di 650mila dollari paga oggi circa 1.300 dollari in più all’anno di land tax. A questo si sommano norme sugli affitti più stringenti e tassi di interesse elevati. Non sorprende, quindi, che i dati sui depositi locativi indichino la scomparsa di circa 16.500 immobili dal mercato degli affitti nel primo anno delle nuove regole.
Il vuoto lasciato dagli investitori è stato in parte colmato dagli acquirenti di prima casa. A settembre, nel Victoria rappresentavano circa il 27 per cento della domanda, una quota superiore alla media nazionale. Gli affitti, nel frattempo, sono cresciuti solo del 2,5 per cento nel 2025, contro una media nazionale del 5,2.
Melbourne resta però lontana dall’essere una città “a buon mercato”. In alcune aree considerate tradizionalmente più accessibili, come Frankston o Brimbank, i prezzi continuano a salire. Secondo diversi esperti, la stabilizzazione dei valori è comunque un risultato positivo dopo anni di crescita fuori controllo.
Per molti, il rallentamento di Melbourne mostra che contenere l’aumento dei prezzi non è solo possibile, ma può anche riequilibrare un mercato diventato troppo sbilanciato.