ROMA – Ad Algeri, mentre il Mediterraneo torna a scaldarsi per la crisi energetica innescata dalla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran e dalla chiusura - solo parzialmente rientrata - dello Stretto di Hormuz, riaperto ma a pagamento e solo per le navi “non ostili”, Giorgia Meloni prova a mettere in sicurezza uno dei fronti più delicati: il gas. Lo fa però in una giornata che, a Roma, ha già presentato il conto tra turbolenze e tensioni, con il passo indietro della ministra del Turismo Daniela Santanchè, arrivato 22 ore dopo l’avviso di sfratto recapitato dalla premier.

Non è la battaglia di Algeri, ma il parallelo viene quasi spontaneo: da una parte la pressione internazionale, dall’altra un governo reduce da settimane complicate, tra referendum persi e dimissioni eccellenti. La missione algerina di Meloni si muove così su un crinale stretto.
Prima i gesti istituzionali - la corona al Monumento dei Martiri - poi il faccia a faccia con il presidente Abdelmadjid Tebboune nel palazzo di El Mouradia, situato sulle alture di Algeri, a circa 4 chilometri a sud del centro città. Con un obiettivo chiaro: rafforzare un asse diventato centrale per la sicurezza energetica italiana. 

Il punto è tutto lì. “Abbiamo deciso di rafforzare una collaborazione già solidissima... lavorando su nuovi fronti come lo shale gas e l’esplorazione offshore. Questo consentirà anche di rafforzare il flusso di fornitura di gas dall’Algeria all’Italia”, dichiara Meloni al termine del bilaterale. 

“Abbiamo deciso di rafforzare la nostra solidissima cooperazione, anche lavorando su nuovi fronti come ocean gas e offshore e questo consentirà di rafforzare il flusso di gas”, ha detto la presidente del Consiglio nelle dichiarazioni congiunte con Abdelmadjid Tebboune a conclusione del loro incontro al palazzo presidenziale El Mouradia di Algeri.

“In questi anni insieme al presidente Tebboune - ha sottolineato Meloni - noi abbiamo lavorato per rendere la nostra amicizia ancora più forte. Penso di poter dire oggi che il rapporto tra le nostre nazioni non è mai stato così solido e così proficuo. Sono convinta che la cooperazione tra l’Italia e l’Algeria possa rappresentare sempre di più un modello da seguire”.

Tra i “moltissimi ambiti di cooperazione - ha proseguito Meloni -, sicuramente c’è l’ambito energetico. Con il presidente Tebboune abbiamo deciso di rafforzare la nostra solidissima collaborazione che coinvolge anche i nostri due campioni nazionali Eni e Sonatrach, anche lavorando su nuovi fronti come lo Shell Gas, l’esplorazione offshore. Questo consentirà anche in prospettiva di rafforzare il flusso di fornitura di gas dall’Algeria all’Italia”.

“In questa sfida per i rifornimenti io rinnovo la disponibilità dell’Algeria a rispettare tutti gli impegni come partner strategico ed affidabile”, ha detto dal canto suo il presidente Tebboune, che ha ringraziato la premier Meloni per “la collaborazione strategica in tutti i settori di reciproco interesse”.

Meloni ha annunciato l’intenzione condivisa con il presidente algerino di “creare una Camera di commercio Italia-Algeria, cioè uno strumento stabile per liberare il potenziale che è ancora inespresso nelle nostre relazioni e nelle relazioni tra i nostri mondi produttivi, relazioni che chiaramente intendiamo approfondire a 360 gradi”. Si sta lavorando, ha aggiunto la premier, anche per “l’organizzazione di un nuovo vertice intergovernativo che a questo punto cercheremo di celebrare il più velocemente possibile”.

Parole che si incastrano con quelle di Tebboune, che assicura: l’Algeria “è un partner strategico affidabile... siamo disponibili a rispettare i nostri impegni” anche sulle forniture. Tradotto: nel mezzo della tempesta, Algeri c’è.

Il resto della visita serve a consolidare il quadro politico. Meloni insiste su un rapporto “fondamentale” e su “un’amicizia antica, profonda”. Sul dossier migranti, rivendica una cooperazione “modello per la regione” per “contrastare le reti criminali”, linea condivisa anche da Tebboune.

Sullo sfondo, però, resta la crisi internazionale. La presidente del Consiglio definisce “un’ottima notizia” l’ipotesi di colloqui Usa-Iran (“l’Italia sosterrà qualsiasi iniziativa per la stabilità e per la pace”, assicura) ed esprime preoccupazione per l’escalation in Libano, così come per la situazione a Gaza, “che resta estremamente difficile per la popolazione civile, soprattutto dal punto di vista umanitario”: “È necessario - rimarca Meloni - proseguire nel lavoro della comunità internazionale per stabilizzare la regione e arrivare a una soluzione duratura”.