ROMA - “Italia e Germania sono oggi più vicine che mai. Questa è una buona notizia per i nostri popoli e per l’Europa nel suo complesso”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle dichiarazioni congiunte con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, al termine del vertice intergovernativo Italia-Germania a Roma, che ha sancito un rafforzamento strutturato della cooperazione bilaterale. 

Meloni ha sottolineato come la fase storica imponga all’Europa di scegliere “se intenda essere protagonista del proprio destino o subirlo”, richiamando la necessità di “lucidità, responsabilità e coraggio” per trasformare le crisi in opportunità.  

Con Merz, ha spiegato, c’è accordo sulla necessità di “un deciso cambio di passo sulla competitività”, perché “una certa visione ideologica della transizione green ha messo in ginocchio le imprese senza incidere realmente sulla tutela dell’ambiente”.

Da qui l’impegno comune a presentare il 12 febbraio a Bruxelles un paper congiunto su semplificazione burocratica, rafforzamento del mercato unico, rilancio dell’industria automobilistica nel segno della neutralità tecnologica e una politica commerciale ambiziosa basata su regole condivise. 

Sul fronte della difesa, la premier ha annunciato la decisione dell’Italia di aderire all’accordo multilaterale già esistente tra Germania, Francia, Spagna e Regno Unito sull’esportazione di armamenti, spiegando che i sistemi produttivi dei due Paesi possono contribuire alla costruzione del pilastro europeo dell’Alleanza atlantica.  

Alla domanda sui rapporti con gli Stati Uniti e sul ruolo di Donald Trump, Meloni ha ribadito che la cooperazione transatlantica resta “salda” e che Italia e Germania, anche lavorando insieme, possono favorire un approccio “pragmatico e non istintivo” nei rapporti con Washington, mentre sull’accordo con il Mercosur ha affermato che per l’Italia “oggi l’accordo è equilibrato” e può dispiegare i suoi effetti positivi, pur ricordando che eventuali tempi di entrata in vigore dipendono dalle valutazioni della Commissione Europea.  

Quanto al Board of Peace per Gaza, Meloni ha confermato una posizione di “disponibilità e interesse”, evidenziando però “oggettivi problemi di carattere costituzionale”, legati all’attuale configurazione dell’iniziativa e la necessità di lavorare per una soluzione condivisa anche con altri Paesi europei. 

Merz ha confermato la forte convergenza con Palazzo Chigi, sottolineando che Italia e Germania “sono molto vicine come non lo sono mai state prima” e che l’Unione europea deve rafforzare la competitività industriale e fare di più per la sicurezza, anche nell’Artico. Sui dazi, il cancelliere ha ribadito che l’Europa è pronta a difendersi “con tutti gli strumenti possibili”, mentre sul Mercosur ha parlato di “una svolta” che aprirà la strada a nuovi accordi commerciali. 

Al termine del vertice, Meloni e Merz hanno firmato il Protocollo per un Piano d’azione sulla cooperazione strategica rafforzata, un’intesa in materia di sicurezza, difesa e resilienza e un documento congiunto sulla competitività da trasmettere alla Commissione europea. Nei testi, Roma e Berlino ribadiscono l’importanza del legame transatlantico, il rispetto del diritto internazionale, il sostegno all’Ucraina e l’impegno a rafforzare l’integrazione europea, confermando una cooperazione strutturata anche su migrazione, Medio Oriente, Artico e relazioni globali della Ue.