ROMA - “I social media, il digitale, la tecnologia non sono problemi in sé. Sono sintomi di problemi molto più vasti, che non riusciamo a comprendere o che probabilmente non vogliamo guardare”, ha affermato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio inviato all’evento promosso a Roma dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali in occasione della seconda Giornata nazionale dell’ascolto dei minori.
Secondo Meloni, gli strumenti tecnologici “amplificano fragilità esistenti, ne creano di nuove e le estremizzano”, e per questo il governo sta lavorando per individuare i meccanismi più efficaci per intervenire. “L’obiettivo non è introdurre divieti facilmente aggirabili, ma offrire alternative di protezione e sicurezza e creare, quanto possibile, ecosistemi digitali sicuri e protetti”, ha dichiarato.
La premier ha poi messo in guardia sui rischi legati all’intelligenza artificiale, ormai “pervasiva e diffusa praticamente in ogni strumento tecnologico”, sostenendo che queste novità offrono “grandi opportunità, ma nascondono pericolose insidie che impattano su tutti. Adulti, ragazzi, bambini, nessuno è immune”.
Secondo la presidente del Consiglio, infine, questa consapevolezza impone “un’assunzione di responsabilità, che ricade prima di tutto sulle spalle di chi dovrebbe avere maggiori ‘strumenti’ e ‘anticorpi’ per difendersi da quelle insidie. Cioè, noi adulti”.