ROMA - Una “nuova pagina di speranza” per il popolo venezuelano, resa possibile “dall’uscita di scena di Nicolás Maduro”. È questo il messaggio condiviso da Giorgia Meloni nel colloquio telefonico con la leader dell’opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace María Corina Machado. Al centro della conversazione, le prospettive di una transizione pacifica e democratica a Caracas.  

Secondo quanto riferiscono fonti di maggioranza, Meloni e Machado hanno concordato sul fatto che la fine dell’era Maduro rappresenti per i cittadini venezuelani la possibilità di tornare a godere dei principi fondamentali della democrazia e dello Stato di diritto.  

Palazzo Chigi ha definito legittimo “l’intervento di natura difensiva degli Stati Uniti contro minacce alla propria sicurezza”, ma all’interno della maggioranza emerge una posizione più sfumata. 

A oltre 24 ore dall’attacco americano, infatti, Matteo Salvini rompe il silenzio con un post sui social. “Nessuno avrà nostalgia di Maduro, responsabile di aver affamato e oppresso per anni il suo popolo”, scrive il leader della Lega, aggiungendo però che “la strada maestra per risolvere le controversie internazionali deve tornare a essere la diplomazia, nel rispetto del diritto dei popoli a decidere del proprio futuro”.  

Salvini richiama anche le parole del Papa e sottolinea la necessità di garantire la sovranità del Venezuela e lo Stato di diritto. 

Mentre cresce l’attesa per l’informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani in Parlamento, le opposizioni attaccano duramente il governo. In particolare, Giuseppe Conte chiede cosa farà Meloni se gli Stati Uniti dovessero rivolgere le proprie attenzioni alla Groenlandia, denunciando una presunta “subalternità” dell’esecutivo a Washington.  

Anche Riccardo Magi di +Europa richiama le dichiarazioni del presidente Usa sull’isola danese, e si chiede fino a che punto il governo italiano sarà disposto a giustificare azioni analoghe su territorio europeo. 

Dal Pd, il responsabile Esteri Peppe Provenzano accusa la premier di “scegliere Trump e dimenticare che la Costituzione italiana ripudia la guerra”, giudicando gravissima la legittimazione di una violazione del diritto internazionale. I dem annunciano anche un’iniziativa in sede europea, con un’interrogazione all’Alta rappresentante Ue per chiedere una condanna esplicita dell’uso unilaterale della forza e il ritorno della crisi venezuelana nel quadro delle Nazioni Unite. 

Ancora più duri i toni di Avs. Nicola Fratoianni parla di “imbarazzo” per le parole della presidente del Consiglio, mentre Angelo Bonelli definisce l’azione di Donald Trump un esempio di “neocolonialismo energetico”, legato alle riserve di petrolio del Venezuela.  

Dal centrodestra, Forza Italia respinge le accuse. Maurizio Gasparri rivendica la scelta di campo “dalla parte della libertà” e parla di soddisfazione per la caduta di “un’altra dittatura”, accusando la sinistra di ambiguità.  

L’eurodeputato azzurro Massimiliano Salini aggiunge che il dibattito sul diritto internazionale dovrebbe interrogarsi anche sul mancato intervento, negli anni passati, delle organizzazioni internazionali contro il regime venezuelano.