ROMA - È la prima volta che Giorgia Meloni attribuisce in modo così esplicito un “errore” a Donald Trump. La presidente del Consiglio lo fa parlando delle minacce di dazi avanzate dal presidente americano nei confronti dei Paesi europei impegnati nello schieramento di truppe in Groenlandia.
“Non lo condivido”, ha detto la premier davanti alle telecamere, precisando però che, a suo giudizio, si tratterebbe di un “misunderstanding”, di “incomprensioni” da chiarire attraverso il dialogo per “evitare l’escalation”.
Nonostante una giornata inizialmente scandita solo da incontri a porte chiuse, Meloni ha deciso di cambiare programma e convocare la stampa al seguito della missione in Asia. La scelta è maturata, ha spiegato, per il rischio che il protrarsi delle tensioni, anche a causa del fuso orario, potesse aggravare rapporti euroatlantici già complessi.
La premier ha ribadito di voler svolgere un ruolo di mediazione e ha riferito di aver trovato Trump “disponibile ad ascoltare” le ragioni europee. In queste ore, ha aggiunto, ha avuto contatti anche con il segretario generale della Nato Mark Rutte e con altri leader europei, sottolineando che “in questa fase è molto importante parlarsi”.
Secondo Meloni, la questione dell’Artico va letta come un problema comune. Se dagli Stati Uniti emerge “una preoccupazione per un’ingerenza eccessiva su una zona strategica”, dal lato europeo “c’è una volontà di aiutare ad affrontare questo problema”.
L’iniziativa dei Paesi europei, ha insistito, “non va letta in chiave anti-americana”, ma piuttosto come una risposta condivisa alle sfide poste da altri attori globali, come Cina e Russia, che rappresentano una fonte di preoccupazione anche per Washington. Da qui l’invito a “abbassare la tensione” e a “tornare a dialogare”.
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, durato poco più di sette minuti, la presidente del Consiglio ha affrontato anche altri dossier, confermando la disponibilità dell’Italia a partecipare a un eventuale Board of Peace su Gaza promosso da Trump, qualora venisse convocato nei prossimi giorni in Svizzera, e ha assicurato che all’interno della maggioranza “non c’è un problema politico” con la Lega sulla gestione delle tensioni legate alla Groenlandia.
Una precisazione arrivata nonostante le prese di posizione critiche del partito di Matteo Salvini contro l’invio di truppe europee nell’Artico, nelle stesse ore in cui Meloni invitava alla prudenza e ribadiva l’assenza di intenti divisivi da parte dei Paesi europei.