CANBERRA – Le organizzazioni criminali che alimentano il mercato nero del tabacco stanno rendendo sempre più sofisticati i prodotti destinati all’Australia, fino a riprodurre confezioni quasi indistinguibili da quelle legali.
Secondo nuove informazioni fornite al governo federale, sigarette contraffatte vengono prodotte su “scala industriale” in Cambogia e in altri Paesi del Sud-Est asiatico, all’interno di stabilimenti posseduti, finanziati o controllati da gruppi della criminalità organizzata.
Recenti operazioni delle forze dell’ordine all’estero hanno individuato prodotti destinati al mercato australiano confezionati con il tipico pacchetto verde standardizzato e con avvertenze sanitarie apparentemente autentiche.
Il rischio, secondo le autorità, è che consumatori e investigatori possano avere difficoltà a distinguere a colpo d’occhio le sigarette illegali da quelle regolarmente vendute.
Il governo sta quindi cercando il sostegno della Coalizione e degli indipendenti per approvare rapidamente una riforma del Customs Act, già passata alla Camera e attesa giovedì al passaggio al Senato.
La proposta introdurrebbe nuovi reati e consentirebbe alle autorità di utilizzare elementi oggettivi come prezzi insolitamente bassi, confezioni sospette o prodotti nascosti nei negozi per dimostrare l’ingresso illecito del tabacco nel Paese.
Il viceministro delle Dogane Julian Hill ha affermato che i gruppi criminali hanno “trasformato in un’arma” l’eccesso di offerta di tabacco a basso costo disponibile a livello globale.
“Continueranno ad adattare le loro tattiche e le informazioni più recenti indicano che ora stanno contraffacendo anche il plain packaging australiano”, ha dichiarato.
Secondo Hill, ciò rende urgente fornire nuove competenze alle autorità statali, territoriali e federali per colpire non solo i rivenditori, ma anche le reti di approvvigionamento.
L’Australia sta lavorando con Paesi del Sud-Est asiatico per interrompere il commercio illecito prima dell’arrivo dei prodotti sul territorio nazionale.
Quest’anno le autorità cambogiane hanno distrutto circa 1.200 tonnellate di sigarette contraffatte e sequestrato materiali utilizzati nella produzione.
Il Partito laburista continua però a respingere le richieste di ridurre le accise sul tabacco, sostenendo che soltanto controlli più severi possano contrastare il mercato nero senza favorire un aumento del fumo.
La Coalizione propone invece di tagliare l’accisa dell’80 per cento, mentre One Nation ha annunciato una riduzione del 75 per cento con congelamento dell’indicizzazione per tre anni.