CANBERRA - Il governo federale alza i toni contro una parte del settore legale impegnato nei casi umanitari. Julian Hill, assistente ministro per Cittadinanza e Affari multiculturali, accusa alcuni avvocati di portare avanti pratiche che “sfiorano una condotta inaccettabile”, prendendo denaro per richieste di asilo destinate a fallire.

In un discorso preparato per l’Australian Law Council, Hill punta il dito contro chi avvia procedimenti senza reali possibilità. “Mi irrita vedere legali che accettano casi umanitari o di protezione che chiaramente non hanno prospettive di successo”, si legge nella bozza. Il risultato, secondo il ministro, è un sistema che finisce per “vendere false speranze”.

Il problema si inserisce in un quadro più ampio. Il programma umanitario australiano, che prevede 20mila ingressi all’anno, è sotto forte pressione. Le domande superano di gran lunga i posti disponibili: solo dall’Afghanistan sono arrivate oltre 400mila richieste dopo la caduta di Kabul nel 2021.

Hill descrive il sistema come “sommerso da livelli di domanda impossibili da soddisfare”. Anche con l’aumento delle quote, la maggior parte delle richieste viene respinta. Nel frattempo, migliaia di pratiche continuano a essere presentate, spesso senza possibilità concreta di ottenere un visto.

Secondo il governo, ci sono circa 40mila domande “non collegate” — persone senza legami diretti con l’Australia se non la richiesta stessa. Anche altri canali risultano sotto pressione: il programma speciale umanitario riceve un numero crescente di domande da parenti lontani o conoscenti, mentre il Community Support Program si è allontanato dalla sua funzione originaria, accumulando oltre 20mila candidati.

Canberra segnala anche rischi di abuso del sistema. Le richieste di protezione presentate sul territorio restano vulnerabili a usi impropri, nonostante alcune modifiche recenti, come il sistema “first in, first out” per gestire le pratiche.

Il tema ha ormai una dimensione politica. La crescita del consenso per One Nation riporta al centro il dibattito sull’immigrazione e sulla tenuta del programma umanitario. Hill avverte che il confronto politico a destra potrebbe diventare più duro, criticando i tentativi dei partiti tradizionali di inseguire posizioni più radicali.

Le consultazioni sul futuro del sistema sono in corso e si concluderanno a fine mese. Nel frattempo, il governo prova a rimettere ordine in un settore sotto pressione crescente, tra domanda globale elevata e limiti strutturali difficili da superare.