BUENOS AIRES – La reazione di Javier Milei all’attacco congiunto Usa-Israele contro l’Iran riflette la totale convergenza con le politiche dei due Stati. In un comunicato ricorre addirittura alla parola “celebrare” per definire l’operazione militare che ha eliminato Alí Khamenei, “una delle persone più malvage, violente e crudeli della storia dell’umanità”.

La nota continua annoverando le “atrocità” commesse contro il popolo iraniano e non solo. E ricorda che anche “la Repubblica Argentia è stata oggetto di uno dei suoi “atti terroristici”. Il riferimento è all’attentato all’Amia (l’associazione della società mutuali israelo-argentine) del 18 luglio 1994 “che ha lasciato 85 morti e centinaia di feriti”.

Secondo il comunicato di Milei, l’attentato avrebbe una verità giudiziaria: “Un atto di terrorismo internazionale pianificato dalle più alte sfere del regime iraniano dell’epoca ed eseguito da Hezbollah, il principale gruppo terroristico finanziato dall’Iran”.

Il riferimento è a una sentenza della Corte di Cassazione del 2024, ma sull’episodio di intrecciano e si sovrappongono diverse cause. E in ogni caso, il verdetto della Cassazione non indica nessun autore dell’attentato e non rappresenta una vera e propria sentenza penale passata in giudicato, ma piuttosto una dichiarazione di responsabilità politica.

Non è infatti stato possibile stabilire responsabilità personali, perché l’Iran non ha mai voluto estradare i sospettati e la legge argentina non consente i processi in contumacia.

Il comunicato predienziale su X.

L’unica condanna dal valore legale è quella a carico dello Stato argentino, emessa dalla Corte interamericana per i diritti umani, per non avere indagato sufficientemente il caso.

Nel frattempo, il presidente ha innalzato il livello di controlli di sicurezza su tutto il territorio nazionale. “La misura – spiega un altro comunicato – riguarda tutti gli obiettivi sensibili del Paese, così come le infrastrutture critiche e la comunità ebraica, tra gli altri, con la finalità di garantire l’integrità, la vita e la libertà degli abitanti sul territorio nazionale”. Tra i provvedimenti, il potenziamento della vigilanza delle rappresentanze diplomatiche straniere nel Paese.

Inoltre, su istruzione presidenziale, il Sistema di Intelligence Nazionale monitorerà in modo permanente l’evoluzione degli avvenimenti, in cooperazione con agenzie internazionali, al fine di assicurare l’individuazione immediata di possibili rischi o minacce alla sicurezza nazionale.

“Allo stesso modo – avverte la nota – è stato attivato il protocollo di allerta alle frontiere, che implica il rafforzamento dei controlli di ingresso e uscita dal Paese, l’aumento della tracciabilità dei movimenti transfrontalieri e la revisione delle allerte precoci nelle zone considerate sensibili”.